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Crac società in Calabria, il gip: "Ruolo di 'dominus' in Massimo Ferrero nella gestione riconosciuto da correi"

ferrero600"Io non ho fatto una cosa delle 16 denunce penali che ho! Non ci sta con la testa, sta fuori di testa. Io mi voglio levare da questo ginepraio". Lo afferma Vanessa Ferrero, riferendosi al padre Massimo, in una delle intercettazioni citate dal gip di Paola nell'ordinanza di custodia cautelare, nell'ambito dell'inchiesta sul crac di quattro società in Calabria. Dai dialoghi intercettati emerge il difficile rapporto che la figlia, da ieri agli arresti domiciliari, ha con il padre. "Invece di dire 'amore scusa che ti ho messo in questa situazione di merda, a paga' la galera, quando i problemi sono miei non tuoi, perdonami figlia diletta', così dovrebbe comportarsi. Io non c'ho manco i soldi per la spesa".

Secondo quanto si legge nell'ordinanza del gip, Vanessa Ferrero "con ripetuti prelevamenti dai conti bancari nella disponibilità della Elleemme Group srl, sia in contante che a mezzo assegni, distraeva l'importo di 740 mila euro, il tutto allo scopo di procurare a sé o ad altri ingiusto profitto e recare pregiudizi ai creditori".

Nell'inchiesta della Procura della Repubblica di Paola nell'ambito della quale è stato arrestato l'ormai ex patron della Sampdoria Massimo Ferrero per bancarotta fraudolenta e reati societari, è indagata anche la ex moglie Laura Sini. Per la donna, per la quale i pm avevano chiesto gli arresti domiciliari, il Gip ha disposto il divieto temporaneo di esercitare attività di impresa e di uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese interdicendola per 12 mesi. Laura Sini è indagata nella sua qualità di allora consigliera di amministrazione della Ellemme - fino al dicembre 2010 - per bancarotta fraudolenta per distrazione.

"Il ruolo apicale di Massimo Ferrero emerge in maniera evidente dalle varie emergenze investigative fin qui esaminate: ruolo di "dominus" nella gestione delle Società, che non viene rivendicato dallo stesso Ferrero ma gli viene riconosciuto dai vari interlocutori e correi" scrive il gip nell'ordinanza di custodia cautelare.

Oltre a Ferrero, portato in carcere, sono stati arrestati e posti ai domiciliari la figlia Vanessa ed il nipote Giorgio. Inoltre sono stati posti ai domiciliari anche Giovanni Fanelli, amministratore unico della Ellemme fino al marzo 2014, Aniello Del Gatto, liquidatore della Ellemme, e Roberto Coppolone amministratore unico della Blu line fino all'aprile 2014.

Ferreo è detenuto nel carcere milanese di San Vittore dalla serata di ieri. Lo riferisce uno dei legali dell'imprenditore, l'avvocatessa Giuseppina Tenga. "Visto che oggi a Milano è festa e domani è l'Immacolata - ha detto il legale - per noi diventa impossibile parlare con il nostro assistito. Ed il procuratore di Paola oggi è in ferie. Una collega è andata in Procura ma non lo ha trovato e le hanno detto che si è preso un giorno di ferie. Tra l'altro, non avendo disposto il trasferimento a Roma come avevamo chiesto, ieri la cassaforte nella casa romana di Ferrero è stata aperta con la fiamma ossidrica. Per noi è difficile anche riuscire a consegnare una borsa con gli indumenti a Ferrero visto che il carcere milanese oggi è chiuso".

L'avvocato Tenga ha anche riferito che non è stato ancora fissato l'interrogatorio di garanzia e che nei prossimi giorni sarà subito presentato ricorso al Tribunale del riesame. "Stiamo parlando - ha spiegato il legale - di un fallimento del 2017, non vedo quale sia l'attualità da giustificare tale forma di giustizialismo e moralismo da parte della Procura".