Reggio Calabria
 

Fratelli d’Italia guarda alle Comunali, il duo Ripepi-Nicolò: “Pronti a prenderci Reggio. In città manca coesione sociale, serve inversione di tendenza”

ripepi nicolo pizzimenit"Unito, coeso e con le idee chiare. Fratelli d'Italia c'è e fa fronte comune richiamando a sé tutte le forze politiche afferenti ad un centrodestra pronto a mandare a casa amministrazioni, comunale e regionale, colpevoli di anni di malagestione, miopia progettuale e decrescita economica". Lo scrive, in un comunicato stampa, il coordinamento reggino di Fratelli d'Italia, guidato da Massimo Ripepi, che oggi ha tenuto una conferenza stampa a Palazzo San Giorgio, insieme ai colleghi di partito, tra cui il consigliere regionale Alessandro Nicolò. Insieme hanno anticipato i temi che porteranno avanti nelle prossime campagne elettorali, quando si voterà per il rinnovo del Consiglio regionale e l'elezione del governatore, nonché per le Comunali di Reggio.
"Al tavolo, a smentire voci e strumentalizzazioni che – si legge nel comunicato stampa - vorrebbero il partito dilaniato da lotte alla leadership, il consigliere comunale e coordinatore Città metropolitana, Massimo Ripepi, il consigliere regionale e coordinatore provinciale Alessandro Nicolò, affiancati dal consigliere comunale e capogruppo Antonio Pizzimenti, assente giustificato il Consigliere metropolitano Luigione Dattola".
"Proprio Pizzimenti focalizza nell'assenza di progettualità la causa primaria della situazione di caos vissuta in città in tutti i settori, come nell'esempio emblematico della mancata individuazione di un Comandante della Polizia Municipale, situazione tamponata grazie anche a contratti part-time.
"E' Massimo Ripepi a tracciare il report dell'attività di partito in città negli ultimi 3 anni, che dall'iniziale 1,7% ha superato abbondantemente il 12% di consensi alle ultime elezioni. Un partito maturo che vanta la presenza di una valida squadra dirigenziale, segnata da ingressi eccellenti come quello di Alessandro Nicolò che ha dato un significativo valore aggiunto al partito che è pronto e maturo a dare battaglia ai prossimi appuntamenti elettorali".
"Ma le battaglie si conducono partendo dalla verità", spiega Ripepi, che aggiunge: "All'assenza di visioni progettuali strategiche si è accompagnato un piano di demolizione della città diventata di fatto 'acefala'. L'amministrazione Falcomatà è stata incapace di sfruttare periodi di governo nazionale amico per far crescere Reggio e l'area metropolitana; una inerzia che si accompagna all'indifferenza nei confronti di coraggiosi progetti imprenditoriali che un'amministrazione virtuosa dovrebbe, al contrario, sostenere".
Ripepi richiama anche la questione tasse comunali: "Si possono ridurre con una serie di operazioni. Ovvero, la vendita del patrimonio edilizio con un ricavo di più di 150 milioni di euro; un condono edilizio che potrebbe portare nelle casse del Comune, si stima, circa 40 milioni di euro e il recupero dell'evasione fiscale che porterebbe all'amministrazione circa 20 milioni di euro l'anno". Tra le proposte di Ripepi anche "la creazione di uno skyline turistico, che nulla ha a che vedere con i provvedimenti attuali: con queste tempistiche falcomatiane i cittadini avranno le cabine del lido a Natale. Il porto deve essere turistico, non scalo per i mezzi pesanti" conclude Ripepi convinto che "la città è stata affossata per motivi ideologici: tutte le potenzialità sono state trasferite altrove, noi invece vogliamo dare una connotazione identitaria."

A seguire Alessandro Nicolò: "In questa città manca coesione sociale. Noi vogliamo realizzare un'inversione di tendenza con una visione progettuale e una sua realizzazione, integrando il tessuto periferico e il centro. Non siamo demolitori, ma prendiamo atto di criticità sotto gli occhi di tutti".
Sulla questione delle deleghe alla Città Metropolitana, Nicolò afferma: "E' il presidente della giunta che deve adempiere a tale obbligo ma vi è chiaro intento di non darne applicazione. Un modus operandi attivo sia a livello comunale che regionale e sintomatico dell'equilibrio della partitocrazia che nella giunta regionale trova massima sintesi; un modus operandi che preferisce chiudersi su barricate ideologiche e violare così degli adempimenti, anziché dare soluzioni e risposte alla collettività".