Reggio Calabria
 

“Concorsi pubblici dopo 20 anni a Reggio: 155 nuove assunzioni tra Comune e Città metropolitana”

falcodi Walter Alberio - "E' il più grande piano assunzionale degli ultimi 20 anni". Così il primo cittadino, nonché sindaco metropolitano, Giuseppe Falcomatà ha definito il rinnovamento del personale, tramite concorsi pubblici, che porterà nel prossimo triennio al Comune e alla Città metropolitana di Reggio Calabria 155 nuovi posti di lavoro.
A illustrare i dettagli del piano, in conferenza stampa al salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, oltre a Falcomatà, i  vicesindaci dei due enti Armando Neri e Riccardo Mauro.


"Era da 20 anni che al Comune di Reggio Calabria non si facevano concorsi pubblici", ha esordito Neri. "Questo risultato è il frutto di una attenta programmazione del fabbisogno del personale e, soprattutto, di una attenta programmazione delle risorse economiche della nostra città".

Nel 2019 saranno 39 le nuove assunzioni a tempo indeterminato al Comune di Reggio Calabria. Il comparto maggiormente interessato sarà quello della Polizia municipale, che potrà contare su un incremento di 10 nuovi agenti. Altri 6 posti verranno banditi per il ruolo di istruttore amministrativo, 5 per istruttore tecnico geometra e 3 per istruttore direttivo socio-educativo. Gli altri profili professionali richiesti sono: ausiliario interno (1 posto), messo notificatore (1), collaboratore amministrativo-informatico (2), istruttore tecnico elettrotecnico (2), istruttore direttivo amministrativo (2), istruttore direttivo contabile (2), istruttore direttivo tecnico (2), specialista area vigilanza (1), dirigente amministrativo contabile e comandante (2).

A queste si aggiungeranno 16 profili in funzione di comando. "Penso ai reggini, a coloro che sono andati fuori dalla Calabria. Oggi, grazie a questa finestra che abbiamo aperto, possono tornare al Sud, nella loro città a spendere le loro professionalità. Questo numero, 16, è una chiamata - ha affermato il vicesindaco del Comune reggino - a spendere di nuovo il proprio futuro nella città che si ama".

Nuova linfa dunque per gli uffici di Palazzo San Giorgio, che dal 2011 al 2017 ha visto il proprio organico diminuire da 1063 a 854 unità, anche a causa dei pensionamenti e, recentemente, del ricorso a Quota 100 che hanno portato a dati negativi nel rapporto tra assunzioni e cessazioni. Come spiegato in conferenza dal vicesindaco Neri, il Comune di Reggio ha il 50% in meno di personale rispetto al fabbisogno previsto. La nuova campagna di assunzioni, altresì, mira a "svecchiare" l'organico in forza a Palazzo San Giorgio, che ha una età media di 55,1.


"Queste 39 nuove assunzioni rappresentano un punto di partenza, perché – ha detto Neri – con i pensionamenti e l'adesione a quota 100, si 'libereranno' altri posti che il Comune ricoprirà attingendo dallo scorrimento delle graduatorie dei concorsi pubblici". Assunzioni che, come precisato dal vicesindaco, non dovranno temere l'ipotesi di dissesto che in queste settimane aleggia sul Comune: "Questo perché il Comune di Reggio non ha sperperato neanche un euro, rispettando i vincoli di risparmio di spesa".

Altre 100 assunzioni, tra il 2020 e il 2021, sono previste per l'ente metropolitano, che ha ereditato l'organico dell'ex Provincia. Significativa l'emorragia di personale dal 2011 al 2017, prima del passaggio di consegne tra i due enti, con una perdita del 40% (-129 unità solo nel 2015). Nello specifico, il piano del fabbisogno del personale prevede per la Città metropolitana l'immissione di 10 unità dallo scorrimento della graduatoria del dicembre 2016 relativa alle vittime del dovere. Con i concorsi pubblici, nel 2020 e il 2021 ci saranno 26 nuove categorie C e 35 categorie D. 

"Dopo i mesi di rodaggio, vogliamo dare un nuovo impulso alla Città metropolitana, che – ha spiegato il vicesindaco metropolitano Mauro – deve rappresentare una piccola regione all'interno della regione".

Le conclusioni sono state affidate al sindaco Falcomatà: "Voglio subito sgomberare il campo da facili accuse. Questa non è una mossa elettorale, semmai si tratta del contrario. Dopo questi concorsi pubblici, infatti, saranno più le persone che rimarranno scontente di quelle soddisfatte. Questo perché sappiamo che con questo piano non potremo fare fronte alla grande richiesta di lavoro presente in città. Questa campagna, però, rappresenta un momento importante, dopo 20 anni senza concorsi pubblici. Giovani e meno giovani potranno mettere in campo il proprio sapere, le proprie esperienze, mettendosi in gioco".

Il primo cittadino ha definito quella del lavoro "la madre di tutte le battaglie". Una battaglia che, secondo Falcomatà, negli anni di questa sua sindacatura il Comune ha portato avanti scongiurando i licenziamenti e lottando contro la precarietà: "Non era scontato evitare il fallimento di Atam o fare sorgere dalle ceneri di Multiservizi una nuova società. Non era scontato stabilizzare 104 lavoratori Lsu o riuscire nell'operazione di dare vita ad una nuova società in house, nata dalla fusione di Reges e Recasi, mantenendo i 130 posti di lavoro. In questa città abbiamo salvaguardato 752 posti di lavoro a rischio. Al di là dei numeri, questa è la battaglia: dare certezza al futuro delle persone. Vogliamo arginare la drammatica fuga di cervelli nel nord Europa e dare una possibilità anche a quella generazione di mezzo, di 30enni e 40enni, tagliata fuori dall'opportunità di costruirsi un futuro nella propria terra. Questa è la città – ha concluso Falcomatà – dove deve andare avanti chi conosce qualcosa, non chi conosce qualcuno".