Reggio Calabria
 

Eco Services srl, la lettera aperta dei dipendenti

Ci eravamo illusi. Per un attimo, avevamo pensato che i riflettori fossero tornati a puntare la
località Comunia del Comune di Motta San Giovanni per riportare in auge la vicenda
dell'impianto di compostaggio gestito da diversi anni dall'Amministrazione Giudiziaria della
Eco Services.
Dopo quasi un anno senza stipendio e ormai diversi mesi senza essere neppure formalmente
dipendenti dell'azienda, ci ritroviamo, invece, a leggere di progetti di ampliamento
dell'adiacente discarica e della conseguente riproposizione di metodi ormai anacronistici di
smaltimento rifiuti (si fa per dire), quali l'interramento e l'abbancamento. Tutto questo
mentre l'impianto di recupero fanghi, ad impatto pressoché nullo, continua ad essere chiuso
per beghe di natura urbanistica, peraltro stranamente ignorate dal Comune di Motta San
Giovanni per lustri.
L'impianto, giova ricordarlo, ricopre (vorremmo parlarne ancora al presente) un ruolo unico in
una regione guarda caso in procedura di infrazione per la depurazione. Così unico da impedire
a maestranze ormai specializzate di rivolgersi ad una concorrenza che non c'è, per cercare un
posto di lavoro. Speravamo in un cambio di rotta, dopo un'estate di divieti di balneazione e di
analisi poco lusinghiere per le acque delle nostre spiagge, dopo aver letto dell'inchiesta che
ha portato ai sigilli sui cancelli di quasi tutti gli impianti di depurazione della Città
Metropolitana di Reggio Calabria.

Un quadro che sa di emergenza bella e buona, nonostante
qualcuno abbia goffamente provato a sostenere il contrario. Tra le varie contestazioni mosse
ai gestori, il mancato smaltimento dei fanghi suona, alle nostre orecchie, come una
certificazione, blindata a doppia mandata, della pubblica utilità del nostro lavoro. Una
modesta consolazione, visto che questa situazione di limbo venutasi a creare impedisce agli
Amministratori Giudiziari di raggiungere l'oggetto sociale - nonostante le numerose e
pressanti richieste dei clienti, obbligati a rivolgersi fuori regione - e, conseguentemente, di
reperire fondi utili al pagamento dei cospicui arretrati nei nostri confronti. Arretrati che
costringono le nostre famiglie ad un periodo di sacrifici di cui vorremmo tanto intravedere la
fine
Auspichiamo, pertanto, che chi di dovere faccia un deciso passo in avanti non tanto verso noi
dipendenti e verso la situazione specifica – capiamo benissimo che i problemi di nove famiglie
possano persino annoiare qualcuno – quanto verso il sacrosanto recupero integrale dei rifiuti
organici, verso il tanto sbandierato consumo suolo zero. Verso un futuro che, ci teniamo a
sottolinearlo, non è solo il nostro.
I dipendenti della Eco Services s.r.l.