Reggio Calabria
 

“Primedonne” sull’orlo di una crisi di nervi: Forza Italia si spacca come un melone sull’altare della Sanità (e delle Regionali)

Imbalzano Candeloro Sanita Day 1di Mario Meliadò - Tutto nasce da una cosa importante e da un'altra un po' naiv.

La cosa oggettivamente importante è il Sanità Day appena tenutosi a Locri, con la gemmazione di un presidio permanente destinato a protrarsi davvero tanto, temiamo, visto che l'idea è di proseguirlo fino a risposte operative su ospedale locrese e prestazioni sanitarie sul territorio.

La cosa a nostro avviso ingenuotta si articola in due punti: da un lato la partecipazione del reggino Candeloro Imbalzano – già assessore comunale a Reggio Calabria e consigliere regionale – a un'iniziativa squisitamente 'jonica', dall'altro l'aver poi il navigato uomo politico di Reggio Calabria (o forse il suo social media manager...) voluto postare sul proprio profilo Facebook, come varie altre volte, alcune foto con su indicata la presenza dell'«onorevole Candeloro Imbalzano» alla manifestazione; e questo, a pochissime ore da un duro comunicato stampa in cui proprio guardando al ritenuto sfacelo in Sanità l'ex esponente scopellitiano chiedeva le dimissioni del Governatore calabrese in carica, Mario Oliverio.

Ma non aveva messo in conto che di lì a poco su di lui si sarebbe abbattuta l'ira del principale organizzatore e protagonista di questa e di altre iniziative sul medesimo tema, il sindaco di Locri e a sua volta esponente di Forza Italia.

«Caro "Onorevole Candeloro Imbalzano", hai veramente una grande faccia tosta – è stata la lesta 'rasoiata' dell'ex assessore provinciale all'Istruzione –. La Tua inopportuna e indelicata presenza, accanto ai sindaci della Locride, alla nostra manifestazione, è stata un'azione vergognosa che solo un soggetto politicamente ignobile come te poteva perpetrare». Condendo il tutto con pertinente foto dell'iniziativa con circolettato il volto del presunto "intruso".

Vergognosa.

Ignobile.

Già tra avversari politici, sarebbero insulti pesantissimi; ma gli interrogativi si moltiplicano, a sol pensare che sono il frutto del "dialogo a distanza" tra due esponenti dello stesso partito...

Poi la spiegazione "di merito": «Da consigliere regionale di maggioranza di centrodestra hai contribuito a distruggere il nostro ospedale e la nostra sanità – tuona il primo cittadino di Locri – e, non contento, hai preso in giro i cittadini con fantomatiche mozioni e leggi speciali per la Locride. Noi non abbiamo dimenticato. Vergognati!!!». E poi la richiesta, avanzata secondo Calabrese «con gentilezza e garbo», di «non presenziare mai più a manifestazioni in difesa della Locride.
La Locride non ha bisogno di gente come te».

Una sorta di missile terra-aria che fa pensare a tante cose. E fra queste, alla circostanza che solo tra pochi mesi ci saranno le Regionali: ed entrambi i protagonisti della querelle potrebbero essere della partita...

Già, "entrambi". Perché se Calabrese picchia duro, l'ex esponente socialista gli risponde assolutamente per le rime: «Caro sindaco, premesso che tu non hai nessun titolo per parlare a nome dei sindaci e del territorio della Locride perché, se ancora per delicatezza nessuno dei sindaci stessi te l'ha detto, comincia ad emergere la convinzione, forse sei troppo tronfio per capirlo, che il vero problema della Locride sei da un pezzo tu, con la tua protervia, che non so su che cosa l'appoggi, con la tua stolida arroganza e la tua mancanza di senso politico. Non riesco a capire cosa ti abbia preso per permetterti di rivolgerti a me con questo tono rivoltante, degno di un soggetto politicamente squallido».

E insomma... i toni non sono sicuramente da Clarisse.

Seconda tranche: «Evidentemente – così l'ex consigliere regionale – nella tua megalomania, pensi di essere investito da chissà quale diritto divino e di poterti permettere di fare gli inviti a manifestazioni pubbliche. Tu puoi disporre solo a casa tua, se te lo consentono i tuoi», proseguono i colpi di maglio di un Imbalzano adiratissimo che poi ammicca proprio all'orizzonte elettorale, senza però citarlo esplicitamente: «Credo che questa tua crisi di nervi abbia qualche origine ben chiara, che tanti hanno ben compreso, ma dovrai fartene una ragione. Se c'è una persona non solo indelicata ma politicamente rozza questa sei tu». E poi rinfaccia al primo cittadino locrese d'essere stato l'unico consigliere regionale da lui chiamato per tenere «una conferenza stampa sui fondi della "Legge Fortugno"», contestandogli di volerlo «intimidire», d'avere un atteggiamento «politicamente ignobile» e d'aver firmato uno «squallido scritto», precisando d'aver firmato a tutela della Locride emendamenti a leggi regionali che avrebbero permesso la «continuazione della Bovalino-Bagnara e della Pedemontana tra le Valli del Torbido e dello Stilaro», e non semplici ordini del giorno o mozioni.

Accuse rimpallate. Con toni durissimi, e reciproci addebiti di voler fare la "primadonna".

E, cosa – consentitecelo – davvero poco edificante, mentre a Roma si stanno celebrando le esequie della moglie di un ex deputato reggino proprio di Forza Italia, il fin qui vicecoordinatore nazionale Enti locali Nino Foti.

Forse il momento avrebbe richiesto maggiore contegno e maturità da parte di entrambi.