Reggio Calabria
 

E' morto Mario Congiusta. Per anni ha cercato giustizia per il figlio Gianluca

congiusta mario 500E' morto senza conoscere il nome del mandante dell'omicidio del figlio. Mario Congiusta si è spento oggi. Il padre coraggio si è battuto per anni per avere giustizia sulla morte del figlio Gianluca, ucciso il 24 maggio 2005 a Siderno. Una lunga vicenda giudiziaria che ha visto, da ultima, l'assoluzione del boss Tommaso Costa. Per gli ermellini non è lui il mandante del delitto di Gianluca Congiusta, l'imprenditore sidernese ucciso il 24 maggio del 2005. Si chiude quindi con un'assoluzione definitiva la vicenda che ha vista per ben due volte il boss essere condannato all'ergastolo per il delitto. Per la Corte d'Assise d'Appello reggina, all'esito del processo d'appello bis, non c'erano dubbi: era lui il mandante del delitto. Secondo l'accusa, rappresentata dai pg Antonio De Bernardo e Domenico Galletta, e secondo i giudici di Piazza Castello, Congiusta sarebbe morto per essere venuto a conoscenza, attraverso una missiva intimidatoria, di un tentativo di estorsione perpetrato da Costa ai danni del suocero Antonio Scarfò.

Un'estorsione di cui però nessuno doveva sapere, nessuno; soprattutto la 'ndrina rivale dei Commisso. Sempre secondo l'impianto accusatorio, Congiusta venne a conoscenza delle mire espansionistiche del Costa, proprio dalla bocca della famiglia della sua fidanzata Katia. Costa a breve sarebbe uscito dal carcere ( dove si trovava già recluso per altri fatti ndr) , e quindi avrebbe dovuto "riacquisire" credibilità mafiosa a Siderno e dintorni, senza però che la cosca, quella veramente potente facente capo alla famiglia Commisso, venisse prematuramente a conoscenza dei suoi progetti criminali poiché altrimenti l'avrebbe pagata cara, così come già successo nella sanguinosa faida degli anni '90 in cui la cosca Costa non ebbe di certo la meglio. Una volta appreso che questa lettera circolava, Costa appena uscito dal carcere avrebbe ucciso Congiusta "reo" di averne appreso il contenuto. Dopo la condanna all'ergastolo in primo e secondo grado la Cassazione aveva annullato, con rinvio ad un'altra sezione della Corte d'Assise d'Appello, la condanna per l'accusa di omicidio a carico di Costa. Al termine del processo bis per i giudici l'imputato è daritenere l'assassino del giovane. La Cassazione aveva rimesso tutto in discussione poiché era necessario, attraverso un nuovo processo d'Appello, espletare alcune ipotesi investigative già analizzate sia dagli agenti del commissariato di Siderno, che all'epoca si occuparono del caso, che durante il processo di primo grado celebrato dinnanzi la Corte d'Assise di Locri. In particolare occorreva togliere qualsiasi dubbio in riferimento a una possibile causale "passionale" all'origine del delitto e anche ad una eventuale causale dettata da un, non meglio precisato, giro di usura in cui la vittima poteva essere coinvolto. Tutto ciò perché erano stati rinvenuti alcuni assegni nella sua disponibilità.

Mario Congiusta ha provato in ogni modo a dare un nome e un volto alla mente che avrebbe progettato l'omicidio del figlio. Vanamente.