Reggio Calabria
 

[FOTOGALLERY] Grande Ospedale Metropolitano, 680 giorni (e quasi 10 milioni) per la progettazione

grandeospedalemetropolitano17072018di Mario Meliadò - Per realizzare il Gom (Grande Ospedale Metropolitano), ci sono – stanziati dal 2015 – ben 180 milioni di euro. Prima, però, come posto in evidenza stamattina alla sala 'Spinelli' degli Ospedali Riuniti, arriveranno i 680 giorni previsti per la progettazione: e in sede di gara d'appalto, per la verità, si spera che come teoricamente previsto il ribasso non attenga solamente agli importi, ma arrivi a limare verso il basso anche il cronoprogramma.
Perché, si sa, ai cittadini-utenti la sola cosa che importa davvero è poter finalmente disporre di un hub ospedaliero come si deve e come – del resto – una città metropolitana richiede.

In realtà, è vero che non ci troviamo di fronte all'ennesimo maquillage dei Riuniti; ma è vero pure che, malgrado il fiume di denaro, non verrà eretto un ospedale nuovo di zecca. Come da legenda dell'intervento, siamo davanti a un colossale ampliamento dell'ospedale 'Eugenio Morelli' che già sorge a metà di viale Europa e già fa parte integrante dell'Azienda ospedaliera 'Bianchi-Melacrino-Morelli' di Reggio Calabria.

Ai cinque corpi di fabbrica preesistenti del 'Morelli' (in realtà, solo tre sono ultimati; due di questi cinque sono in corso di realizzazione) ne verranno così aggiunti quattro di nuova realizzazione. Complessivamente, il nuovo nosocomio vanterà 600 posti-letto, 12 sale operatorie di chirurgia tradizionale, mini-invasiva e robotica, 10 sale operatorie di day surgery, laboratorio centralizzato con centro di manipolazione delle cellule staminali e criobanca, polo integrato di 'imaging' e di tecnologie diagnostiche e terapeutiche, centro per la diagnosi e la cura dei tumori con 3 bunker per la radioterapia, polo materno-infantile con 2 sale operatorie e 4 sale parto, polo chirurgico polispecialistico con annesso trauma center, centro cuore avanzato e di cardiochirurgia mininvasiva e robotica, dipartimento orto-traumatologico, polo nefrologico e del trapianto di rene con centro dialisi, polo delle scienze neurosensoriali, dipartimento medico polispecialistico, dipartimento dell'emergenza-urgenza con annesso elisoccorso. E non mancheranno un'area dedicata alle attività ambulatoriali, gli healing gardens (aree esterne dedicate ai pazienti con la cura del verde come cura del malato), uffici direzionali e amministrativi con aree dedicate ai servizi per i dipendenti (asilo-nido, sale convegni, biblioteca), aree commerciali di supporto alle attività sanitarie (negozi, bar, ristorante/mensa), parcheggio sotterraneo e di superficie.

C'è da dire però che, come ammette il dg Benedetto al Dispaccio.it, «stiamo già lavorando alla possibilità di ridiscutere la materia degli accreditamenti in modo da poter avere ulteriori divisioni. L'ospedale è dinamico, non è statico: va sempre aggiornato e adeguatamente organizzato». Parrebbero insomma esserci ulteriori ottime novità in cantiere, per il momento in cui davvero il Gom sarà un'operativa realtà. «L'Inail non è nuova a questi grandi progetti – prosegue Benedetto –, basti pensare che un punto di riferimento nazionale come il San Raffaele è stato costruito proprio dall'Inail, così come il nosocomio di Gubbio e altri presìdi ospedalieri importanti».
Certo la presentazione della progettazione, nell'analisi del direttore generale dell'Ao reggina, è un passo «fondamentale, da cui non si torna più indietro». Ma lo stesso Frank Benedetto non sfugge alla domanda di fondo, che è quella che si pone l'intera cittadinanza (e lui, da buon ex consigliere comunale, lo sa meglio di mille altri): quando avremo il Grande ospedale metropolitano operativo, funzionante? «Devo dire che questa è una domanda che ci facciamo spesso anche noi – sorride –, quando si realizzano opere molto importanti la prima cosa che pensiamo è fare presto e bene. Be', noi innanzitutto cerchiamo di far bene... speriamo di non avere intoppi di sorta. Noi viviamo oggi in una struttura nata nel 1900 e, attraverso vari rimaneggiamenti, arrivata al 1970: ma a questo punto le possibilità di ulteriori ristrutturazioni sono terminate perché tutti gli obblighi di percorso 'pulito', di struttura antisismica, di garanzie di sicurezza non possono essere concentrate in una struttura realizzata ben più di 50 anni fa. Per cui una struttura nuova, che si adeguerà sotto il profilo tecnologico alle migliori strutture 'alte' su scala nazionali. I tempi? La progettazione li rispetterà. Quanto alla realizzazione, legata a un appalto esclusivamente Inail – mette le mani avanti Benedetto –, posso dire solo che ci sono ospedali in Italia come Mestre, che tra progettazione ed esecuzione ci hanno messo tre anni e mezzo; altri, che a distanza di vent'anni non sono ancòra completati... Ecco, io mi auguro che ci avviciniamo a quello di Mestre, eh».

In termini cronologici, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 dicembre 2015 ha inserito l'istanza avanzata dall'Azienda ospedaliera reggina tra quelle ad "elevata utilità sociale".
L'anno scorso è arrivato il contratto di concessione a titolo gratuito per 99 anni delle aree da 72mila metri quadrati ricomprese tra via Sbarre Superiori, viale Europa, ex Caserma 'Cantaffio' e zone adiacenti, relative al 'Morelli' e relativo ampliamento, da parte del Comune reggino (che nel 2016 le aveva formalmente rilevate dall'Agenzia del Demanio) verso il Gom. Sempre nel 2017 sono giunti il varo del Documento preliminare alla progettazione e il passaggio di consegne al Gom delle aree interessate.
Il 21 febbraio scorso, invece, il Dipartimento regionale Presidenza e il Gom hanno firmato la convenzione per l'attuazione delle attività d'indagine, verifica e progettazione dell'intervento: con apposito decreto, la Regione ha anticipato le spese connesse appunto alla progettazione.

Arriviamo ai giorni nostri: solo 4 giorni fa, il 13 luglio, il Dipartimento regionale Presidenza ha provveduto alla pubblicazione del bando di gara per la progettazione dell'intera opera sulla Guri (la Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana) e, giusto il giorno successivo, sulla Guue( la Gazzetta ufficiale dell'Unione europea).

E il Governatore calabrese, conversando coi cronisti, riprende all'istante quanto anticipato da Frank Benedetto: «Nuove unità per il futuro Grande ospedale metropolitano? Intanto, noi stiamo lavorando per rispondere all'Atto aziendale dell'Azienda ospedaliera: già abbiamo tirato fuori dalle 'nebbie' Cardiochirurgia. Per il resto... be', voi sapete che noi abbiamo una piaga che è sanitaria, perché legata a prestazioni che evidentemente non riusciamo a erogare all'altezza delle aspettative; economica, perché ci costa decine di milioni di euro ogni anno; e sociale, perché produce disagi personali e familiari infiniti per migliaia di pazienti. Parlo dei 'viaggi della speranza' – va dritto al punto Mario Oliverio –. Anche in questo senso, Cardiochirurgia è stata fondamentale: perché ha drenato il mostruoso bacino della mobilità passiva. Ecco: è chiaro che eventuali divisioni da implementare nell'ospedale nuovo che sorgerà qui a Reggio Calabria debbono essere individuate soprattutto negli àmbiti che ci consentano il più possibile d'evitare questi disagi e di contenere la spesa per le 'migrazioni sanitarie'... Andare a curarsi fuori regione dev'essere una libera scelta, non una costrizione di fatto com'è stato fino a oggi». E Oliverio ringrazia esplicitamente il direttore generale dell'Inail Giuseppe Lucibello, che 'ci ha creduto' e ha reso possibile tutto questo, «abbiamo chiesto che la nostra edilizia sanitaria fosse messa al passo con l'esigenza di prestazioni moderne e avanzate. E stiamo realizzando questo percorso, passo dopo passo: noi abbiamo programmato a Reggio, Catanzaro e Cosenza novità assolute in questa direzione. Per il resto, col Ministero stiamo per sottoscrivere un Accordo di programma, che includerà anche l'ammodernamento degli esistenti nosocomi di Crotone e Lamezia Terme».

Naturalmente, il Gom andrà a riqualificare l'intero quartiere di Modena/Sbarre in cui s'inserisce: «Da domani – promette il sindaco Giuseppe Falcomatà – inizieremo a ragionare sull'assetto urbanistico e la viabilità d'accesso alla struttura».