Reggio Calabria
 

Sulla mancanza d’acqua denunciata dall’Unione Consumatori interviene la Procura, mentre l’odissea continua

acquarubinetto16aprA distanza di circa un anno dall'esposto-denuncia formalizzato dall'Unione Nazionale Consumatori Calabria, la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, in data 16 marzo 2018, ha disposto consulenza tecnica, al fine di accertare la sussistenza del reato previsto dall'art. 331 del codice penale, ovvero "interruzione di pubblico servizio o di pubblica necessità", nonché i responsabili dello stesso.

A renderlo noto è l'avv. Saverio Cuoco, presidente regionale dell'associazione, che con tale esposto segnalò e denunciò, alla Procura della Repubblica, congiuntamente a diversi cittadini del comprensorio di Reggio Calabria, l'interruzione, continua, costante e reiterata nel tempo, (che tutt'oggi persiste), nella erogazione di acqua per uso domestico, in vaste aree della città, fino a tramutarsi molte volte in totale assenza di acqua, protrattasi per giorni interi.

L'interruzione del servizio idrico ha turbato profondamente la comunità reggina ed è stata oggetto di numerosi articoli di stampa e forti lamentale sui social network, anche perché tale turbamento, non è stato più volte, ne' motivato, ne' giustificato, né tantomeno comunicato per tempo, in modo da consentire l'adozione di necessarie contromisure, determinando così disagi e sofferenze soprattutto alle fasce deboli, quali anziani, bambini, malati, portatori di handicap, ecc.ecc.

Si è assistito a continui rimpalli di responsabilità tra Comune di Reggio Calabria e Sorical (società risorse idriche calabresi), tirando in ballo anche il guasto continuo alla condotta idrica del costruendo palazzo di giustizia, ignorando a tutt'oggi le motivazioni "vere" di tale continuo disservizio, nonostante le pretese creditorie esose dei pagamenti delle bollette dell'acqua, non supportate frequentemente da regolari e normali misurazioni del consumo effettivo della stessa.

Il Procuratore della Repubblica Dott. Angelo Gaglioti, in data 16 marzo 2018, su denuncia dell'UNC Calabria assistita legalmente dall'Avv. Diego Giurato, ha così disposto, dando incarico ai consulenti tecnici, di accertare anche mediante sopralluoghi, ispezioni e rilievi: la frequenza, l'intensità e la durata delle interruzioni nella erogazione di acqua ad uso domestico nei luoghi ed impianti di cui alle condotte adduttrici dal campo pozzi Calopinace ( impianto di dissalazione), che raggiungono il serbatoio centrale di località Trabocchetto; presso l'abitato di San Sperato (RC) a decorrere dal mese di gennaio 2017 (a causa della rottura di condotta idrica nel torrente Sant'Agata); condotta idrica nell'area del costruendo Palazzo di Giustizia; serbatoio di località Ravagnese con rottura di condotta posta in località Nocile di Pellaro; condotte idriche in zona Condera–Spirito Santo; verificare anche mediante acquisizioni documentali, le cause di tali interruzioni, i guasti riscontrati, i soggetti cui devono essere imputati e gli interventi e le misure già adottate o in corso di adozione per la loro risoluzione; verificare se i guasti e le interruzioni riscontrate siano ascrivibili a vetustà delle condutture e/o tubature dell'acquedotto e/o a difetto di manutenzione ordinaria e/o straordinaria da parte di chi di competenza; indicare le conseguenze della situazione riscontrata in termini di danno o pericolo per l'igiene e la sanità pubblica; verificare se vi siano stati interventi che abbiano aggravato e/o ritardato la soluzione dei riscontrati guasti e/o interruzioni, nonché ogni altro accertamento utile ai fini dell'indagine.

In attesa quindi che i consulenti d'ufficio, compiano i loro accertamenti disposti dalla Procura della Repubblica, nella quale l'associazione ripone la propria fiducia, l'odissea acqua non accenna a diminuire, infatti a seguito degli ultimi avvisi di pagamento recapitati dal Comune di Reggio Calabria alle famiglie reggine per gli anni pregressi dal 2013 al 2016, si devono annoverare ancora una volta i notevoli disagi che vengono arrecati ai contribuenti.

In diversi casi esaminati presso l'associazione, le quote richieste sono state già versate nei tempi dovuti, ma soprattutto ciò che è inconcepibile è il modo di elencare tali quote di acconto o di saldo già versate, indicandole solo nel totale, senza specificare gli anni di riferimento, assoggettando gli utenti del servizio idrico a continuo stress e disagi, costretti a ricercare spasmodicamente le ricevute dei pagamenti effettuati, ricerca a volte impossibile, considerato il notevole lasso di tempo trascorso.