Reggio Calabria
 

Bersani a Reggio Calabria: "Noi con la destra non ci andiamo..."

20171113 184703di Simone Carullo - Non avrà il carisma mediatico di altri leader, ma Pierluigi Bersani – diversamente da loro - ha solide basi culturali e chiarissime idee politiche. Dicono di lui sia una "brava persona", tuttavia è stato anche un ottimo ministro nonostante la sua carriera politica risulti macchiata dalla sconfitta nella corsa alla Segreteria del PD, subita da un personaggio come Renzi, e da quella "quasi vittoria" alle elezioni politiche del 2013 che lo ha costretto a fare un passo indietro.

Oggi Bersani è a Reggio Calabria - ultima tappa del tour calabrese che lo ha portato prima a Lamezia e poi a Catanzaro –, in una gremitissima sala Monteleone del Consiglio Regionale, per presentare il nuovo progetto politico "Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista". Un movimento nuovo che affonda le radici nella tradizione della sinistra e che prende il nome dal primo articolo della Costituzione italiana, quello che parla del Lavoro, e proprio dal Lavoro prende le mosse l'intervento dell'ex ministro.

"L'Italia non ha assolutamente risolto il problema del lavoro – afferma -. Abbiamo investito 23 miliardi di euro sul Job Act e così facendo abbiamo fatto segnare il record della precarietà. Solo 7 contratti su 100 sono a tempo determinato".

Secondo il leader di Articolo 1, il Job Act così come "l'Alternanza Scuola-Lavoro" hanno alla base l'idea che "si possono avvicinare i giovani al lavoro senza pagarli". "Una grossa azienda può assumere un giovane neolaureato a pieni voti e poi mandarlo a casa dopo sei mesi". Tutto questo - continua -, oltre a dover indignare sul piano morale, non aiuta la crescita, anzi semmai stronca definitivamente quella che è già una generazione tradita. I giovani, ai quali non si può più nemmeno raccontare che studiare porti a qualcosa...

Critico nei confronti della legge Elettorale, che è stata fatta con il decisivo ausilio della destra e che "tira la volata alla destra" puntando ad estromettere proprio i partiti alla sinistra del Pd.

Le bordate a Renzi (ed alle sue ricette) non finiscono qui. Commentando la sconfitta elettorale in Sicilia, della quale non si stupisce, ma che va ad aggiungersi ad altre sconfitte ben più sorprendenti come quelle di Genova, Pistoia, Sesto San Giovanni, La Spezia ecc., Bersani afferma: "C'è una buona parte dell'Italia che non ne può più di un centrosinistra a guida PD e di un PD a guida renziana".

Renzi, oltre che nei contenuti, avrebbe fallito anche nei modi di far politica "sciommiottando Berlusconi, segando la sinistra e competendo con il Movimento 5 Stelle con un populismo a bassa intensità".

Sul tema delle coalizioni, Bersani afferma di non volersi limitare ai discorsi sulle alleanze, "le ammucchiate" come le ha definite. Mdp vuole spendersi su una riflessione più profonda sui temi sociali, sulle urgenze del Paese, sui temi economici, sulla maggiore uguaglianza, per trovare convergenze sui contenuti e non sul ricatto che altrimenti si consegnerebbe il Paese alla destra, una destra sempre più estrema.

"Noi vogliamo discutere – conclude Bersani -, purché si cambi registro. Altrimenti vadano dove li porta il cuore, noi con la destra non andiamo!"