Reggio Calabria
 

La Cgil: "Clima di tensione in Avr"

La CGIL di Reggio Calabria non può più sottacere quanto sta avvenendo in AVR, azienda affidataria dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti del Comune di Reggio Calabria e non solo.

"Il clima di tensione ed altre diverse criticità che riguardano i rapporti dei lavoratori con la propria Azienda, l'organizzazione della stessa e la qualità dei servizi erogati alla collettività sono stati più volte oggetto di confronto tra le parti sindacali e i vertici dell'Azienda stessa, finanche alla presenza del Sindaco, per superare le problematiche poste anche sullo stato delle relazioni sindacali, sulla tutela di alcune unità a rischio licenziamento e su altri punti relativi all'organizzazione del lavoro, ma gli impegni assunti sono stati del tutto disattesi, infatti, com'è noto, su alcuni licenziamenti si è reso necessario il ricorso al giudice ordinario per vedere ripristinati i diritti lesi.

Quel che sta accadendo in questi giorni ha assunto modalità, cui preferiamo non dare una definizione, che si stanno manifestando con la presa di mira proprio della rappresentanza sindacale che più si è esposta nella tutela dei lavoratori, ovvero i delegati della FP CGIL.

Nella giostra, e nella giungla, invero, dei provvedimenti disciplinari e dei licenziamenti, sono finiti i nostri rappresentanti aziendali, tra l'altro proprio nei giorni in cui si componevano le liste per l'elezione delle RSU, probabilmente finalizzati all'esclusione della FP CGIL dalla competizione elettorale. È evidente che non può esserci altra lettura se non quella di un'azione indirizzata ad un indebolimento della nostra sigla sindacale i cui rappresentanti hanno agito con troppa schiettezza nella difesa dei diritti dei lavoratori.

Sia chiaro che la CGIL difenderà i propri rappresentanti e i propri iscritti senza alcun tentennamento, senza alcun passo indietro, a partire dalla doverosa pubblica denuncia di un clima di vessazione nei confronti dei lavoratori, ormai oltre i limiti, e un vulnus di democrazia che si è sostanziato colpendo una tra le più rappresentative organizzazioni sindacali.

Auspichiamo che dietro questi fatti gravissimi non si stia celando un progetto di ricambio della forza lavoro, licenziando e riassumendo, per risparmiare sul costo del lavoro, adottando un contratto meno oneroso e, nel contempo, diffondere un clima intimidatorio con punizioni esemplari, al fine di rendere i lavoratori più deboli e sottomessi a ogni richiesta da parte dell'azienda, magari oltre i limiti contrattuali".