Reggio Calabria
 

Palmi (RC), confiscati 28 esemplari di pesce spada

Un'attività di controllo della filiera del pescato condotta la notte scorsa dal personale della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Gioia Tauro e della Delegazione di spiaggia di Palmi, ha permesso di accertare e sanzionare il trasporto, finalizzato alla successiva commercializzazione, di prodotti ittici in violazione della vigente normativa in materia di taglia minima consentita per la cattura nonché in materia di etichettatura e tracciabilità del pescato e, quindi, in violazione degli obblighi relativi alle corrette informazioni al consumatore finale.

L'attività è stata svolta sul territorio del Comune di Palmi e ha permesso ai militari di operare, in ottemperanza alla normativa vigente in materia, la confisca di ben 28 esemplari di pesce spada pescato in violazione della normativa in materia di taglia minima di riferimento per la conservazione della specie, del peso complessivo di 76 chilogrammi. Al trasportatore è stata elevata una sanzione amministrativa di 24.000 euro, di importo raddoppiato rispetto a quella prevista per il trasporto di specie ittiche "sotto misura" in quanto, ai sensi della normativa in materia, la violazione ha avuto ad oggetto esemplari di pesce spada.

Sempre nell'ambito della suddetta operazione, i militari della Guardia Costiera hanno proceduto a confiscare anche 12 esemplari di alletterati – specie ittica appartenente alla famiglia dei tonni – detenuti in mancanza della necessaria documentazione attestante la tracciabilità del pescato.

Il prodotto ittico confiscato, a seguito di ispezione effettuata dai veterinari dell'ASP 5 di Palmi, è stato giudicato non idoneo al consumo umano per l'impossibilità di verificarne la provenienza ed è stato, quindi, destinato alla distruzione.

L'attività di controllo effettuata si inserisce nella più ampia funzione della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di salvaguardia della salute umana e di corretta informazione del consumatore finale, nonché di salvaguardia degli stock ittici esistenti, attraverso interventi di repressione degli illeciti e di deterrenza da ulteriori violazioni, anche al fine di sensibilizzare i consumatori – veri e propri "utenti finali" della filiera ittica – all'acquisto "consapevole" del prodotto ittico, pretendendo pescato riconducibile alla filiera ufficiale.