Reggio Calabria
 

Reggio, sconti in Appello per gli estorsori dei De Stefano

musarella sebastianoCondanne riformate nel processo di secondo grado per gli estorsori della cosca De Stefano. La Corte d'Appello reggina ha indotto sette anni di carcere Fortunato Caracciolo e Sebastiano Musarella mentre sei anni sono stati comminati a Domenico Neri. All'esito del processo di primo grado il gup distrettuale Karin Catalano nell'ottobre dello scorso anno aveva inflitto 10 anni a Caracciolo, difeso dai legali Maria Rosa Messina e Antonio Cordova, 9 anni a Neri assistito dai legali Giampaolo Catanzariti e Giancarlo Murolo, mentre 10 anni e 8 mesi di reclusione era la pena rimediata da Musarella difeso da Lorenzo Gatto e Alberto Marrara.

Secondo la Dda reggina, nel 2015, i tre si erano presentati in centro città a Reggio Calabria in pieno giorno di fronte all'immobile che un noto imprenditore stava ristrutturando, pretendendo il pagamento della "tassa di sicurezza". Probabilmente erano convinti che il nome dei De Stefano avrebbe impedito la denuncia, ma questa volta l'imprenditore che hanno tentato di strozzare ha reagito denunciando i fatti, così Caracciolo, Neri e Musarella sono finiti in manette con l'accusa di tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose. Il loro obiettivo era l'immobile – situato sul corso Garibaldi, in pieno centro cittadino – che l'imprenditore aveva di recente acquisito e che stava ristrutturando.

E per il quale – sostenevano – avrebbe dovuto pagare l'ormai nota "tassa di sicurezza" alle famiglie di Archi. Per questo motivo, tra settembre e ottobre, a turno i tre, secondo quanto ricostruito dalla Procura, si sono recati più volte sul cantiere, minacciando non solo l'imprenditore, ma anche gli operai, che dopo la denuncia hanno testimoniato. I 3 hanno più volte intimato ai lavoratori di "consigliare" al capo di "mettersi in regola" per evitare problemi, ma di fronte all'inefficacia delle loro minacce non hanno esitato ad alzare il tiro. Uno dei 3, infatti, ha intimato ad un operaio di dire "al capocantiere di andare a parlare ad Archi, perché se oggi stesso non va a parlare, da domani non lavora più nessuno qua, anzi anche voi operai non vi azzardate a presentarvi in cantiere".


L'imprenditore, però, aveva già denunciato, dopo la prima minaccia, tutto alla Procura. La denuncia dell'uomo è stata talmente dettagliata che la squadra Mobile non ha tardato ad individuare gli estorsori, monitorati per qualche tempo e poi arrestati.