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E arriva Caio Giulio Cesare Mussolini

Mussolini scrittadi Nino Mallamaci* -Lo vedete il cognome sopra? E soprattutto: lo vedete il tipo di carattere utilizzato? Si chiama Mostra, e su windows non si trova, altrimenti avrei scritto tutta questa riflessione con quello. Nessun individuo dotato di media intelligenza può credere possa essere un caso che Caio Giulio Cesare Mussolini, pronipote del duce, abbia scelto il carattere di scrittura del fascismo per i manifesti giganti affissi per propagandare la sua candidatura alle europee con fratelli d'Italia. E come se non bastasse il cognome, il discendente del dittatore responsabile del disastro italiano ha pure questo nome ingombrante, francamente fuori luogo. Certo, la scelta non è stata sua. Il padre Giulio, figlio di Vittorio Mussolini, ha forse ritenuto che il suo rampollo, con quel nome e quel cognome, dovesse provare a restaurare la grandezza imperiale di Roma, quella del primo secolo a.C., e quella del ventesimo d.C. Ciò che evidentemente è sfuggito, al "modesto" Giulio e al suo figliuolo, è l'epilogo di entrambe le storie: la morte violenta di entrambi con due, ma significative, differenze. L'assassinio di Cesare fu il frutto di una congiura di Palazzo, progettata da chi non voleva che Roma fosse soggetta a un padrone, al termine di un percorso in cui il dittatore aveva ottenuto risultati straordinari sotto il profilo militare, politico e amministrativo. Non è un caso che nel corso della storia l'appellativo di Cesare sia divenuto sinonimo di imperatore, già a Roma e poi in Germania (Kaiser) e in Russia ( C'zar o Zar).

Il duce, invece, che non assunse mai il titolo di Imperatore ma solo di Maresciallo dell'Impero per non incrinare il patto con la monarchia dei Savoia, fu dapprima sfiduciato dai suoi sodali, poi divenne il fantoccio nelle mani dei nazisti nel periodo repubblichino, e infine fu ucciso al termine di una traiettoria di vita decisamente fallimentare per lui e disastrosa per l'Italia intera.

I fascisti seguaci della dottrina – o delle varie dottrine, che è più esatto – e quelli innamorati del fascismo storico, che fanno del duce il loro idolo ancora dopo tanti anni, dimenticano o tralasciano volutamente un particolare non di poco conto. Mussolini, dopo aver instaurato una dittatura feroce, dopo aver inondato di gas letali intere popolazioni inermi in Africa, dopo aver fatto assassinare o mandare al confino o in esilio migliaia di italiani, dopo aver condotto una politica razzista con tanto di espulsioni dagli uffici pubblici e internamenti nei campi di concentramento, dopo aver sacrificato la vita di centinaia di migliaia di persone con le sue guerre, dopo aver persino fatto internare e fatto passare per pazzo un suo figlio naturale. Dopo tutti questi crimini, inframmezzati da qualche bonifica e dalla realizzazione di qualche edificio pubblico di pregio, Mussolini fu fatto fuori dai suoi connazionali. Non morì di morbillo o a seguito di una complicanza di un'operazione d'appendicite. Pagò per quello che aveva fatto, come chiunque della sua risma in ogni tempo e in ogni luogo. Per questo motivo ogni persona normale non può rimpiangerne le gesta. Per questo motivo la decisione di questo signore, che in maniera ridicola afferma di essere stato scelto perché parla le lingue, di utilizzare quel cognome con quei caratteri avrebbe del tragicomico se non esistessero ancora e nonostante tutto, in Italia, degli imbecilli masochisti che auspicano un ritorno a che cosa? Alla rovina, alla guerra, al disastro, alle macerie, ai morti, alla catastrofe politica, economica, sociale, morale.

E allora Ave, o Caio Giulio Cesare Mussolini. Chi sa pregare lo faccia, giacché nessun sano di mente può sperare di bonificare qualche terreno paludoso in cambio della distruzione totale. Di questo si è oggettivamente trattato, e chi la vede diversamente dovrebbe essere di corsa sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio.

 

*Avvocato e scrittore