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Reggio Calabria città europea della spazzatura

spazzaturareggio500di Nino Mallamaci* - Stamattina ho fatto un giro per la città per sbrigare alcune faccende. Sant'Anna, via Mili, San Cristoforo, via Carrubbara, via Eremo Condera, giù verso via Portanova, via Lia, e poi via di nuovo verso casa. Al termine, mi è balenata in testa una domanda da porre al sindaco e ai suoi collaboratori, senza acredine, pacatamente. La domanda è questa: caro Giuseppe – ti do del tu dato che ti conosco fin da bambino – ma tu e i tuoi collaboratori pensate che le migliaia di variopinti sacchetti pieni di spazzatura sparsi per tutta la città spariranno per opera di qualche mago, con un tocco di bacchetta magica, o pensate che, primo a o poi, dovrete agire in qualche modo per eliminare questo sconcio?

Dal vocabolario Treccani: amministrare v. tr. [dal lat. administrare, der. di minister: v. ministro]. – 1. Reggere, curare, regolare, sorvegliare il buon andamento: a. gli affari di uno stato, del comune, ecc.
E allora: stai pensando di curare, regolare, sorvegliare il buon andamento del Comune, tollerando una situazione così incresciosa? Amministrare è un verbo d'azione, così come gli altri elencati dal Treccani. Forse pensi che l'immobilità della vendetta, narrata in un tuo libro, si possa applicare pure alla realtà, ma non è così. Quello era un romanzo, anche se traeva spunto da una storia vera. Nella vita reale per provocare un cambiamento bisogna agire; senza attività dell'uomo le cose rimangono come sono, a meno che non si abbia una visione religiosa che prevede l'intervento divino, o non si confidi in un evento naturale. Per quanto riguarda il primo aspetto, non pensare che invocare la protezione della madonna della consolazione al termine della processione possa portare a risultati così materiali e concreti. La madonna non può pulire la città. Per il secondo aspetto, gli eventi naturali di solito non risolvono i problemi, bensì li aggravano. Un nubifragio, ad esempio, può spostare l'immondizia da un posto all'altro, non eliminarla. E un terremoto – facciamo i debiti scongiuri, dato il periodo - la potrebbe solo sotterrare tra le macerie, ma in questo caso diciamo che avremmo altro cui pensare.
Per il periodo natalizio sono tornate in città tante persone. Secondo te, con quale giudizio se ne andranno via? Penseranno alle belle luminarie del centro, a palazzo San Giorgio rivestito di luci – a proposito: hai pensato ai danni alla facciata nuova provocati dalle centinaia di puntelli che le sostengono? – oppure i ricordi delle loro vacanze natalizie saranno legati al pattume sparso dovunque, al centro e soprattutto nelle periferie?
Lo so, puoi rispondere che è stato avviato il porta a porta e che scontiamo pure l'inciviltà di molti reggini. Ma converrai con me che questo argomento sarebbe stato spendibile a un mese o due dal cambiamento. E forse neanche, giacché l'ente che dovresti amministrare aveva in mano ex ante gli strumenti per evitare o limitare il fenomeno. Il Comune sapeva che ci sono migliaia di cittadini – cittadini per anagrafe, ma non per senso civico – che non hanno mai pagato la tassa sulla raccolta dei rifiuti, che non sono neanche censiti, e che quindi non avrebbero ritirato i mastelli e non avrebbero rispettato il nuovo metodo di raccolta. Sarebbe stato utile affrontare il problema prima di partire col porta a porta. Incrociando, ad esempio, i dati sulle tasse con quelli sulle utenze elettriche, dato che la luce nelle case ce l'hanno tutti, e avviare una campagna, anche con qualche agevolazione – rateizzando e/o abbattendo il dovuto per il pregresso – per regolarizzare gli abusivi. Con questa semplice manovra si sarebbe potuto evitare lo sfacelo che abbiamo davanti agli occhi. Però questo non è stato fatto, allora. Ma adesso, dopo un anno e più, sei certo che non si possa fare questo o altro? O ci dobbiamo rassegnare a convivere con una città punteggiata da sacchetti di immondizia dappertutto? Insomma, caro Giuseppe, se hai un minuto, riunisci tutti i tuoi collaboratori e vedi di fargli tirar fuori qualche idea, se da solo non ce la fai e se ne sono capaci. Vedi di mettere la parola fine a questa vergogna. Una soluzione te la suggerisco io, e non prenderla a male, ché ti voglio soltanto aiutare. Prendi tutti i sacchetti, tanto sono colorati e sferici, e appendili in luogo delle luminarie in tutte le strade di Reggio. Per il 2019, la città europea della cultura c'è già. Facciamo di Reggio la città europea della spazzatura sospesa. Pensa alle migliaia di turisti che si riverseranno per la città che dovresti amministrare.

* Avvocato e scrittore