Firme
 

Giovani reggini fate la differenziata, rendete più verde il futuro

Raccoltadifferenziata nuova 500di Simone Carullo - Ho deciso di scrivere questo breve articolo quando mi sono accorto che neanche i ragazzi del liceo riescono a fare una corretta differenziata (avevo in casa alcuni amici di mio cognato e delle poche cose che si sono presi la briga di gettare, nessuna - nemmeno una - era dove doveva essere). E così mi rivolgo a loro e, di riflesso, per la luce che da loro irradia, a tutti coloro i quali hanno a cuore il loro destino ed il destino di quelli venuti dopo, fino ai nuovi nati. E lo faccio in una città, Reggio Calabria, che ha fatto uno sforzo coraggioso verso la sostenibilità ecologica ma che ancora difetta di quell'educazione civica e di quella sensibilità che alle normative comunali diano slancio ed efficacia.

Pertanto vi imploro, fate la differenziata!!! Ne avete l'obbligo morale. Amate l'aria pulita, abbracciate le acque limpide e fate l'amore con la terra nuda. Fatelo per il vostro paese, per la vostra città e per la Terra che è vostra, fatela per il fratello che dovrà venire. Solo voi potete fare la differenza e rendere più verde il futuro.

Imparate a riconoscere i materiali ed il ciclo del riciclo, insegnatelo ai vostri genitori, ai vostri insegnanti, ai vostri amici, e quando impareranno siatene felici. Siatelo perché così facendo avrete salvato il Mondo! Studiate ed approfondite il motivo per il quale tutto questo è necessario e bello. Studiate metodi più efficaci per ridurre l'impatto sul "vostro" ambiente.

Fate le scampagnate ma non abbandonate rifiuti, immaginate quanto sia orrendo un bosco disseminato di plastiche, cartacce e stagnole che riverberano la luce del sole e disvelano un mondo malato.

Andate al mare, accendete falò, ma non abbandonate rifiuti, la spiaggia ne è già stracolma. Non sotterrate le cicche, non dimenticate le bottiglie, non siate superficiali nel seguire questi pochi buoni consigli.

Fate escursioni, andate all'avventura, riposate nei boschi e amate la natura, seguite sentieri, tracciatene dei nuovi, visitate caverne e siti archeologici. Camminate lungo gli argini del fiume, guadatelo anche, risalite alla sorgente, fino a che non avrete la gambe stanche. Ma, vi prego, non abbandonate rifiuti. Non abbandonate rifiuti!

Spegnete le luci, accendetele con parsimonia, centellinate l'acqua (è la cosa più preziosa), staccate le spine, chiudete il frigorifero e la notte spegnete lo smartphone: durerà di più ed inquinerà di meno.

Ordinate ed acquistate solo ciò che siete capaci di consumare: secondo i dati del Food Sustainability Index buttiamo, in cibo sprecato, 750 miliardi di euro l'anno. Parliamo di un terzo del cibo del pianeta che viene gettato via prima ancora di arrivare a tavola: circa 4 volte la quantità che basterebbe a sfamare gli oltre 800 milioni di persone sul pianeta che soffrono la fame. E questo senza contare l'impatto che il cibo sprecato ha sull'ambiente: riducendo del 20% lo spreco di cibo solo negli Stati Uniti, in 10 anni si taglierebbero le emissioni serra annuali di 18 milioni di tonnellate. Infine, solo nel nostro Paese finiscono nella spazzatura 110,5 Kg di cibo all'anno pro-capite. A livello europeo si sprecano in media 180 kg di cibo pro-capite all'anno; il 42% di questo spreco avviene a livello domestico. (fonte Adnkronos).

Da quando l'uomo (diecimila anni fa) ha iniziato a condurre una vita stanziale e riunirsi in gruppi, ha avuto un impatto sull'ambiente. Nondimeno, la coesistenza tra uomo e natura era allora assolutamente pacifica. L'uomo sapeva pazientare, la sua vita e la sua dieta era regolata dal ciclo delle stagioni. Sapeva dedicarsi alla miglioria del terreno e rinunciare a coltivarlo quando occorreva, si pensi alla tecnica della rotazione nell'agricoltura e dell'appezzamento lasciato a maggese. Consumava il necessario e conservava per il futuro.

Poi, pian piano l'avidità ha divorato il suo cuore e la tecnica lo ha prontamente assistito nella lunga deriva verso la devastazione. A partire, infatti, dalla rivoluzione industriale (quindi in un intervallo di tempo straordinariamente minuscolo per l'età del mondo) abbiamo dimezzato le foreste, consumato il suolo, scavato la montagna, inquinato le acque e le falde, ammorbato l'aria, deviato i fiumi, prosciugato i laghi, sterminato le specie, rastrellato i mari, sgretolato ghiacciai millenari, sversato liquami, interrato, affondato, sommerso rifiuti, creato discariche a cielo aperto, stuprato, devastato, depredato, incendiato, distrutto il pianeta. Siamo i parassiti del mondo, ma di una specie molto più attrezzata.

Per capirci bastino alcuni numeri: l'inquinamento costa nove milioni di morti l'anno. In quarant'anni la calotta polare artica si è assottigliata del 40%, fra 50-70 anni sparirà completamente. Tra il '93 ed il 2000 i ghiacci perenni del Kilimanjaro si sono ridotti dell'82%. Il lago Ciad che in 40 anni ha perso il 90% della sua superficie. Un recente rapporto dell'IPCC riferisce di un incremento nell'intensità dei cicloni tropicali nell'Oceano Atlantico a partire dal 1970 e correlato all'aumento delle temperature superficiali del mare. Si calcola inoltre che, per l'effetto dello scioglimento dei ghiacciai, tra il 2090 ed il 2100 si registrerà un innalzamento del livello dei mari di 180 – 590 mm, con ripercussioni per l'agricoltura, pericolo per le fasce costiere, rallentamento della corrente nord atlantica causato dalla minore salinità dell'acqua, riduzione dello strato di ozono, aumento nell'intensità di eventi meteorologici estremi, acidificazione degli oceani e diffusione di malattie come la malaria e la dengue. Entro il 2050, dal 18% al 35% delle specie animali e vegetali rischiano l'estinzione.

Tutto questo, è molto semplice capirlo, ha un impatto diretto sulla nostra vita, sulla qualità dell'aria che respiriamo, del cibo che mangiamo e - dunque - della salute nostra e di quella dei nostri cari. Ecco perché è giunto il tempo che tutto questo finisca. Citando Al Gore (Premio Nobel per la Pace 2007 per il documentario "Una Scomoda Verità") : "Se nei secoli passati generazioni inconsapevoli hanno commesso degli errori noi dobbiamo rimediare, non possiamo permetterci il lusso di aspettare e sbagliare ancora".