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Uno sviluppo è possibile: le priorità per il governo di Reggio e della Calabria

reggiocalabria alto500di Daniele Castrizio* - "Ceterum censeo Carthaginem delendam esse." Con questa frase il buon Marco Porcio Catone, detto il Censore, usava terminare qualunque suo intervento in Senato, perché riteneva, e con ragione, che fino a quando Roma non avesse regolato i suoi conti con la rivale Cartagine, non avrebbe potuto crescere e prosperare.
A secoli di distanza, nauseato dal silenzio assordante di una politica che non riesce a partorire una semplice idea di progetto per Reggio e per la Calabria, mi costringo a ipotizzare alcune priorità che dovrebbero essere al centro dell'azione di governo nei prossimi anni. Come un "Catone dei poveri", le sottoporrò alla vostra attenzione ossessivamente, cercando almeno di stimolare un dibattito tra le forze politiche, così intente a dividere e spartirsi la torta sempre più piccola delle prebende locali. Perdonate, se potete, l'arroganza di un umanista che osa parlare di progetti politici.

A tutti coloro che gridano e lanciano l'idea del Ponte sullo Stretto di Scilla, voglio ricordare che abbiamo bisogno in questo momento di ben altri adeguamenti del nostro sistema dei trasporti. Stiamo vivendo a Reggio una specie di "assedio di Stalingrado", con la crescente impossibilità di raggiungere o lasciare la città. Occorrono SUBITO adeguamenti del sistema ferroviario e di quello di porti e aeroporti. Dobbiamo tornare a produrre e a poter esportare. Abbiamo necessità di poter aprire la nostra città al mondo: abbiamo beni culturali (i Bronzi in testa) e ambientali, oltre che enogastronomici, che possono attrarre, e bisogna essere in grado di valorizzarli.

1. L'idea dell'Alta Velocità nei trasporti ferroviari deve essere considerata prioritaria dalla nostra rappresentanza politica. Meglio fare una Olimpiade inutile di meno e dotare la Calabria della possibilità di crescere. Senza l'Alta Velocità siamo condannati a morte ...
2. Sulla stessa falsariga, abbiamo necessità di poter raggiungere tutti i nostri paesi nell'entroterra, e dobbiamo sviluppare i trasporti sulla dorsale ionica. Guardate che non è una eresia: si può anche pensare a una autostrada funzionale sullo Ionio, e non solo nella Pianura Padana.
3. A proposito sempre di trasporti, è impossibile cha la Città più grande della Calabria non disponga di un aeroporto internazionale, che la colleghi non solo a una Europa ingrata e immemore dei benefici che ha tratto dalle nostre contrade, ma anche ai nuovi mercati e alle nuove prospettive di sviluppo: la Grecia e i Balcani, l'Africa del Nord, per i quali possiamo essere partner per la loro crescita tecnologica. Dobbiamo dire basta all'idea che noi siamo l'estremo sud dell'Europa: noi siamo il Nord e l'Occidente del Mediterraneo!
4. Il Porto di Gioia Tauro deve essere uno dei punti principali del nostro sviluppo. Deve, perciò, essere collegato a una linea ferroviaria veloce. Deve essere appetibile e appetito dal mondo del business. L'opacità e il sottosviluppo servono solo alla andrangheta.
5. A proposito di antindrangheta, lo capite che la si combatte con la cultura e con il lavoro? Vogliamo investire in ricerca ed educazione? Vogliamo strappare le nostre periferie allo strapotere di una società affetta da subcultura e sorda a qualunque tentativo di crescita? Abbiamo bisogno di una classe dirigente all'altezza delle sfide che ci attendono. Vorrei una società reggina fatta di CITTADINI e non di PLEBE. È questione di cultura, non di soldi: lo capite sì o no?
6. Per quanto riguarda il lavoro: ci siamo arresi di fronte alla necessità di produrre? Può una terra ricca di eccellenze enogastronomiche non puntare sulla coltivazione biologica e di qualità. Volete un mondo di fast food o di slow food? Io non mi accontento della mediocrità alimentata ad arte da media che servono solo ad addormentare il nostro cervello. I nostri antenati hanno saputo scegliere la crescita e lo sviluppo. Questo torpore serve solo alla andrangheta. Lo capite? Lo volete capire che è arrivata l'ora che ci dobbiamo svegliare e battere i pugni sui tavoli di coloro che ci hanno affamati e abbrutiti?

* Professore di Numismatica medievale, Iconografia e Archeologia della moneta, Iconografia e storia della moneta antica presso l'Università degli Studi di Messina