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La crisi della sinistra

renzimatteo 500di Amerigo Di Renzo - La sinistra sta per scomparire ? Se lo è chiesto Jean Birbaum sulle colonne del noto quotidiano francese "Le Monde" del 28 aprile u.s., che così titolava il suo articolo : " La gauche va-t-elle disparai^tre ?". Ma tutto questo sconvolgimento potrebbe verificarsi anche a casa nostra ? Inoltre è lecito chiedersi : quali conseguenze ne deriverebbero alla nostra politica ed alla nostra vita quotidiana ove gli inediti scenari di cui alle premesse andassero a verificarsi anche nel nostro Paese, ove puntualmente si sono succeduti tutti gli eventi prima verificatisi oltre le Alpi (basti pensare alla rivoluzione studentesca del maggio parigino) ? Detto questo, mi è d' obbligo inanzitutto chiarire le tesi da cui muove l'opinionista francese in questione. L'autore parte da un'analisi attenta e puntuale in cui versa la sinistra contemporanea, che risulta oltremodo valida anche per la nostra realtà, facendo proprie le tesi ben espresse da André Burguiére nel suo " La mélanconie de la gauche " ( La Découverte) : Burguiére fa scaturire, come molti altri pensatori del resto, la crisi della sinistra quale diretta conseguenza della caduta del muro di Berlino. Partendo da questa fondamentale considerazione di Burguiére, l'articolista osserva come tale epocale avvenimento non può non portarci che ad una sola netta conclusione :" La scomparsa del modello sovietico ha cancellato l'idea che il capitalismo poteva essere rimpiazzato da un modello liberato dai tratti alienati dell'economia di mercato" e quindi ,prosegue sempre Birbaum , allo stato non si intravedono alternative credibili ad essa.

Ne consegue inevitabilmente che : " Senza alternativa credibile dell'ordine esistente, non può esservi sinistra degna di questo nome ". Ma è lecito chiedersi a questo punto se queste considerazioni debbano essere limitate alla sola situazione francese oppure possono essere estese a tutte le latitudini, compresa quindi la nostra. Occorre invero premettere che da noi già da tempo vi è stato lo spostamento su posizioni socialdemocratiche da parte della sinistra storica, divenuta così istituzionale, come quella francese del resto. Ma ora sta avvenendo qualcosa di più profondo e radicale, difficile da capire per molti militanti della sinistra, addirittura più sconvolgente della precedente trasformazione cui si è fatto cenno e che ha visto la sinistra di classe diventare un moderno partito appartenente alla sinistra occidentale europea ! Infatti se non possiamo che concordare con quanto sostenuto da Jean Birbaum sull'esito degli accadimenti succedutisi dopo la caduta del muro, dobbiamo obbligatoriamente pervenire ad una sola precisa conclusione : " La polarità sinistra- destra tenderà a svanire (e la gran parte dei pensatori e commentatori politici concordano con questa visione, n.d.r. ) davanti ad un nuovo confronto tra, da un lato, un "polo liberale", democratico e di centro, favorevole alla mondializzazione, e, dall'altro lato, un "polo identitario", che unisce i sovranisti di destra e di sinistra. E' quanto è accaduto già in Francia con l'elezione recente di Macron e che avverrà sicuramente anche da noi, perchè questa è la dinamica in atto in Europa e nel mondo ( si pensi alla situazione creatasi in America) ! Così anche in Italia si va costituendo un polo riformista , liberale, europeista e mondialista, anche se non assimilabile al movimento a cui appartiene il neo presidente francese, patrocinato dai " poteri forti" e ovviamente osannato da diversi illustri scrittori e giornalisti . Questo schieramento risulta scarsamente omogeneo, come quello che ha vinto in Francia, in quanto dovrebbe comprendere tutte le forze politiche che vanno dal P.D. sino a F.I. garantendo la "continuità del sistema ", come voluto dalla U.E. ed dall'alta finanza internazionale, che subordinano ad essa l'acquisto dei titoli e la garanzia del nostro debito sovrano, rimanendo sempre inalterate le scadenze del duro piano di rientro dal debito stesso sia per noi che per i francesi (Macron o Renzi a prescindere!). In Italia tuttavia non è ancora chiaro chi sarà il capo di questo nuovo schieramento politico e se Renzi, che se ne candida, riuscirà ad esserne l'alfiere, ma di una cosa possiamo stare certi : si agirà in ogni modo per escludere dal governo gli "identitari "di destra e di sinistra che siano (la caduta del Governo Berlusconi insegna) . In ogni caso la sinistra si è già divisa , come più volte accaduto nella sua lunga storia , tra coloro che seguono il nuovo corso degli eventi e quelli che insistono nel proprio ruolo storico di testimonianza , con conseguente propria marginalizzazione. Ma ci chiediamo infine : cosa ne sarà degli esclusi, degli emarginati, dei precari, dei pensionati o dei giovani senza lavoro ? Chi saprà offrire loro una reale soluzione ai propri bisogni, posto che tutti dubitano della sensibilità dei potenti nei confronti dei ceti deboli? Necessita quindi l'intervento di persone volenterose e degne di fare politica seria vicine alle persone e tentare di soddisfare i bisogni dei più poveri e dei meno fortunati !