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Il Dispaccio compie 5 anni: un traguardo che è un nuovo inizio

logo ildispaccio500di Claudio Cordova - I traguardi vanno condivisi non per mera vanità, per autocelebrazione o per voglia di festeggiare. Ma affinché resti una traccia, un segno, soprattutto quando tali traguardi vengono raggiunti facendo fronte a difficoltà oggettive, talvolta a vere e proprie ostilità. Oggi Il Dispaccio compie 5 anni: il 2 aprile del 2012 l'avvio delle "trasmissioni". Un arco temporale importante nella vita professionale di tutti noi che, quotidianamente, lo animiamo, cercando di fornire un servizio costante e dignitoso con il nostro lavoro. In questi cinque anni abbiamo provato a portare diverse novità, sia sotto il profilo giornalistico, che sotto il profilo tecnologico. Crediamo che tutto quello che può essere scritto, può essere scritto chiaramente, senza infingimenti, senza giri di parole che edulcorano idee e pensieri che, invece, devono essere dirompenti per poter provocare un cambiamento. Lo abbiamo fatto usando i metodi del giornalismo "vecchia maniera", vivendo il territorio, ascoltando le fonti, confrontandoci con voi lettori. Ma lo abbiamo fatto applicando tali regole alle nuove forme di comunicazione: abbiamo ancora molto da fare sotto il profilo tecnico, ma crediamo che ogni traguardo sia un nuovo inizio, per cui anche questi primi cinque anni sono per noi uno stimolo per guardare oltre.

E, infatti, abbiamo scelto il giorno del nostro compleanno per dare una nuova veste grafica al nostro giornale, proprio per lanciare un messaggio di vitalità anche a voi lettori. Noi ci siamo, siamo vivi e proviamo a crescere, anche rischiando di sbagliare: già dai prossimi giorni, dalle prossime settimane, abbiamo in serbo diverse novità per rendere ancor più multimediale la nostra azione giornalistica. Pur mantenendo la nostra anima, abbiamo cercato di dare freschezza a un sito che, a prescindere dal gusto personale, ha sempre tentato di mantenere chiarezza nella forma e facilità nel reperire i contenuti. E' una nuova veste grafica che sarà in itinere e che ci piacerebbe fosse migliorata anche grazie ai vostri suggerimenti.

Tocca a me che ho l'onore di dirigere questa testata giornalistica sintetizzare ciò che proviamo, così come toccano a me, giorno dopo giorno, i complimenti e gli elogi o le critiche e gli insulti. Ma, sia da portabandiera, che da parafulmine, non dimentico (e non dimenticatelo nemmeno voi lettori) che dietro una firma, uno scoop o un'inchiesta c'è il lavoro di una squadra compatta, pur nelle diversità che esistono e che sono la nostra più grande ricchezza.

In questi cinque anni abbiamo attraversato fasi politiche di diverso colore, attirandoci – e questa, per come intendiamo la nostra professione, è una nota di merito – le invettive dell'una o dell'altra parte. Quotidianamente provano a schierarci: secondo la vulgata di chi tenta di classificare per depotenziare la nostra azione, siamo stati tesserati del Partito Democratico, mentre da qualche anno a questa parte saremmo diventati filofascisti. La verità è che cerchiamo di essere un contrappeso a chi amministra potere, cerchiamo di essere dalla parte dei nostri lettori, dalla parte di chi non ha voce e di chi è indignato per lo strapotere del malaffare sul territorio o per l'indecenza della classe dirigente calabrese. Tutto ciò, ovviamente, ha un "costo" in termini personali e professionali: isolamento, delegittimazione, ma anche ostracismo sotto il profilo economico. Tutte dinamiche che abbiamo affrontato e che continueremo ad affrontare, speriamo ancora per tanto tempo.

Insieme.