Dossier
 

Francesco Cannizzaro, maestro di sci “abusivo”

Cannizzaro Francesco nuova 500 2 2di Claudio Cordova - Per anni avrebbe fatto parte, insieme ad altre sedici persone, del Collegio Regionale dei Maestri di Sci della Calabria, senza però essere abilitato alla qualifica. E' il caso del consigliere regionale Francesco Cannizzaro, attuale candidato di Forza Italia alla Camera dei Deputati nel Collegio di Gioia Tauro. La questione – a dir poco grottesca – ha avuto anche una sentenza del Consiglio di Stato ed è oggetto di un carteggio interno al Collegio Nazionale dei Mastri di Sci, con la verifica sulla effettiva iscrizione di alcune persone, tra cui, appunto, Cannizzaro all'albo professionale dei maestri di sci. La vertenza riguarda un corso di formazione organizzato dallo Sci Club Gambarie: corso di formazione che – a dire dello sci club – avrebbe rilasciato gli attestati per l'abilitazione all'insegnamento dello sci.

Quel corso, però, era un semplice corso di formazione e non prevedeva il conseguimento di un'abilitazione – quella di maestro di sci – che, va da sé, richiede specifiche peculiarità fisiche e tecniche. Per intenderci, è come se un laureato in giurisprudenza, partecipando a un corso di formazione organizzato dall'Ordine degli Avvocati, sostenesse di aver conseguito l'abilitazione forense solo sulla base dell'attestato rilasciato al termine del convegno.

E, però, dopo quel corso, i 17 (tra cui, appunto, Cannizzaro) sarebbero entrati a far parte del Collegio Regionale dei Maestri di Sci, "legiferando" in maniera quindi impropria e abusiva. Sostanzialmente, il politico, che oggi si candida per l'ingresso in Parlamento avrebbe per anni svolto funzioni che non poteva in alcun modo svolgere, per il proprio percorso.

Francesco Cannizzaro non ha mai superato l'esame di abilitazione necessario per poter assumere la qualifica di "maestro di sci". Il candidato alla Camera dei deputati Cannizzaro, infatti, insieme ad altre 16 persone ha semplicemente partecipato ad un "banale" corso di formazione professionale organizzato dallo Sci Club Gambarie. Nessuna abilitazione, dunque e nessun titolo, eppure Francesco Cannizzaro e i suoi "colleghi" sono diventati componenti del Collegio regionale dei Maestri di Sci, istituito per la prima volta in Calabria proprio dalla Giunta regionale guidata da Giuseppe Scopelliti.

La vicenda dai contorni grotteschi ha assunto una dimensione giudiziaria. Infatti il Consiglio nazionale dei Maestri di Sci dopo aver chiesto ripetutamente al Consiglio regionale della Calabria di controllare i propri iscritti, in quanto alcuni componenti, tra cui appunto Cannizzaro, non possedevano i titoli per farne parte, si e' dovuta rivolgere al Tar e poi al Consiglio di Stato. Sulla questione, il Collegio Nazionale dei Maestri di Sci Italiani ha proposto un ricorso non accolto davanti al TAR di Catanzaro, sentenza poi impugnata davanti al Consiglio di Stato: quest'organo ha respinto il ricorso ritenendo che vi fosse carenza di interesse da parte del Collegio Nazionale, in quanto, come recita la sentenza "non sussiste una lesività dell'attestato per l'appellante, né in concreto, né in ipotesi".

Perché?

Perché – ed è qui che la situazione inizia a diventare grottesca – la stessa Regione Calabria ha dichiarato nel procedimento, in maniera inequivoca, che il corso non era finalizzato al rilascio di abilitazioni all'esercizio della professione di maestro di sci, sebbene i partecipanti successivamente si siano presentati come tali. Un passaggio importante perché la disciplina che regola l'esercizio della professione di maestro di sci è di competenza regionale: fu proprio la Giunta Regionale presieduta da Giuseppe Scopelliti, nel settembre 2012, ad approvare il regolamento relativo al funzionamento del Collegio Regionale dei Maestri di Sci, determinando contestualmente i criteri per il riconoscimento delle scuole dei maestri di sci operanti nel territorio.

I diplomi impugnati davanti al Tar prima e al Consiglio di Stato, poi, non avevano e non hanno quindi validità ai fini dell'iscrizione all'albo per l'esercizio della professione di maestro di sci. Il corso organizzato dallo Sci Club Gambarie ("regno" del consigliere regionale Cannizzaro) non fu un corso per formare maestri di sci e non furono – né avrebbero potuto essere – rilasciati titoli abilitativi all'esercizio professionale. Cannizzaro e gli altri 16 partecipanti, avrebbero, quindi portato avanti un titolo che non avevano e, cosa ulteriormente grave, operato in maniera "abusiva", dato che, facendo parte del Collegio Regionale, avrebbero rilasciato – senza averne alcun titolo – abilitazioni per l'esercizio della professione di maestro di sci.

Si tratta di una circostanza piuttosto bislacca (e, potenzialmente, ai limiti della legalità), dato che Cannizzaro avrebbe vantato un titolo che, invece, non avrebbe posseduto. Difficile ipotizzare – anche per mancanza di phisique du role – che Cannizzaro possa aver esercitato, effettivamente, la professione di istruttore di sci, ma certamente avrebbe fatto parte del Collegio che rilascia le abilitazioni agli aspiranti maestri, che, per la delicatezza dell'incarico (per esempio, dover insegnare la disciplina ai bambini) devono essere più che qualificati. Né può essere trascurato il fatto che tale incarico all'interno del Collegio Regionale possa aver portato benefici – almeno sotto il profilo del prestigio – a un soggetto come Cannizzaro che, da moltissimi anni, nonostante la giovane età, fa della politica il proprio pane quotidiano. Ora, ci sarebbe anche da ridere se non fosse che Francesco Cannizzaro si appresta a rappresentare la Calabria in Parlamento e, cosa ancor più grave, vi sono insieme a lui altre 16 persone ritenute erroneamente abilitate ad insegnare una disciplina sportiva particolarmente complessa e pericolosa a cui magari un genitore ha affidato e potrebbe affidare il proprio figlio. A tutto ciò andrebbe aggiunta infine la domanda più banale e spontanea: le delibere assunte da un organismo composto in gran parte da persone prive dei requisiti necessarie per farne parte, sono legittime?