Dossier
 

Quei 70mila euro per aggiustare un processo in Corte d'Appello a Reggio Calabria

bomba procura reggio 500di Claudio Cordova - Elemento di raccordo tra il settore investigativo e alcuni mondi assai torbidi, l'avvocato Antonio Marra intrattiene rapporti confidenziali soprattutto con i Carabinieri. In particolare, assai stretto è il legame con i carabinieri Francesco Pati e Anastasio Fichera, quest'ultimo che, probabilmente per i suoi metodi spregiudicati, vede precipitare la propria stella, soprattutto negli anni in cui Giuseppe Pignatone, da procuratore della Repubblica, prova a spezzare alcuni vincoli, fatti di confidenze e, quindi, di impunità. Con Fichera, Marra parla di particolari di indagine e spesso (s)ragiona anche di alcune delle vicende che hanno segnato la storia di Reggio Calabria negli ultimi anni.

Marra rassicura il carabiniere dicendo che anche lui è del parere che la verità sul fatto delle bombe a Reggio Calabria, perchè è di questo che si parla anche nella relazione del Fichera, è più vicina alla versione data dal pentito Marco Marino che da Nino Lo Giudice. Il primo, infatti, attribuisce l'attentato del 3 gennaio 2010 agli ambienti della cosca Serraino, mentre il secondo (risultato poi credibile) si è autoaccusato dell'esplosione, avvenuta come ripicca dopo l'arresto del fratello Luciano.

Si parla di una relazione di servizio redatta da Fichera che sposava la versione Marino, quella tesi che tra l'altro era la prima ipotesi investigativa che la Procura aveva percorso. Di fatti nell'operazione "Epilogo" condotta dai Carabinieri di Reggio Calabria unitamente al ROS, sono state arrestate ventidue persone, accusate di far parte della cosca Serraino. A quattro degli indagati arrestati i carabinieri notificarono un'informazione di garanzia perchè coinvolti nell'attentato compiuto il 3 gennaio 2010 contro la Procura Generale di Reggio Calabria. L'operazione di cui sopra avrebbe fatto emergere anche i motivi dell'attentato che sarebbero da ricondurre ad una reazione della cosca Serraino dopo che il Procuratore Generale Salvatore Di Landro, poco dopo il suo insediamento avvenuto nel novembre del 2009, aveva deciso di revocare alcuni fascicoli processuali al sostituto Francesco Neri. Dai contrasti e dalle contestazioni fatte dal Procuratore Generale Di Landro a Neri infatti, è scaturita l'apertura nei confronti di quest'ultimo, nel marzo del 2010, di una procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale da parte della Prima commissione del Csm. Il procedimento si è concluso con il trasferimento a carico di Neri, ad altra sede ed altre funzioni. Neri ha assunto successivamente la carica di consigliere della Corte d'appello di Roma. A Neri era stato contestato, in particolare, di avere avuto come difensore, nei procedimenti disciplinari avviati a suo carico, lo stesso avvocato che assisteva uno degli imputati per l'omicidio della guardia giurata Luigi Rende, avvenuto il primo agosto del 2007 nel corso di una rapina. Nel corso del processo per l'assassinio di Rende, conclusosi con la conferma dei cinque ergastoli comminati in primo grado, Neri fu sostituito, come rappresentante della pubblica accusa, su decisione del procuratore generale Salvatore Di Landro. A Neri è stata anche contestata l'avocazione del procedimento penale a carico dell'ex consigliere regionale della Calabria del Pdl Alberto Sarra, avocazione successivamente annullata dalla Corte di Cassazione.

Due tesi, quelle sull'attentato alla Procura Generale, destinate a scontrarsi per lungo tempo. La versione Lo Giudice, infatti, è alla base (con tutti i rivoli che ne discenderanno) del coinvolgimento (a vario titolo) di alcuni magistrati – tra cui Alberto Cisterna e Francesco Mollace – in presunti rapporti con Luciano Lo Giudice, considerato l'anima imprenditoriale della cosca. Fichera sempre continuando a colloquiare con Marra lamenta di aver appreso persino che c'è in giro la voce che la sua relazione di servizio non sia altro che una banale dettatura di ciò che vorrebbero si sapesse Di Landro, Mollace e Cisterna. Marra è convinto che Antonino Lo Giudice non sia credibile fornendo una sua teoria. Il collaboratore ha sempre dichiarato che le bombe sono state messe alla Procura Generale perché doveva vendicarsi dei torti subiti dal fratello Luciano da parte di alcuni magistrati che lo avevano lasciato solo. Alla domanda del perché avesse messo le bombe alla Procura Generale, Lo Giudice rispondeva che non aveva contezza della differenza tra Procura della Repubblica e Procura Genarale, per cui aveva pensato bene di colpire comunque un centro nevralgico delle istituzioni. Secondo Marra, invece, la realtà era un'altra. L'avvocato Gatto (legale difensore del giudice Neri) sarebbe andato da qualcuno vicino a coloro che erano stati condannati per la rapina sfociata nell'omicidio della guardia giurata Luigi Rende avvenuta in città l'1.8.2007. Avrebbe proposto il suo aiuto per "aggiustare" il processo in Appello nel caso in cui fosse capitato un Procuratore giusto. A dire di Marra il costo di tale operazione era di settantamila euro a titolo di acconto. Il processo viene assegnato al Procuratore Neri, il quale sempre a dire del Marra, fa un grosso sbaglio, cioè chiede la riapertura del dibattimento sul patteggiamento che non è fatto ammissibile. L'intento era quello di rimettere in discussione molti dei fatti che avevano portato a formulare gli ergastoli in primo grado. La Corte fuorviata da questa richiesta la accoglie provocando un vespaio di contestazioni, molti avvocati vedono revocato il proprio mandato. Di Landro, resosi conto della bagarre costringe Neri a rinunciare all'incarico che passa al Procuratore Francesco Scuderi. Nella versione proposta da Marra, l'acme della situazione si raggiunge quando Di Landro su segnalazione dell'avvocato Giulia Dieni (che nel processo rappresenta la famiglia Rende), scopre che Gatto stava patrocinando delle cause proprio del Procuratore Neri, manifestandosi così una chiara e netta incompatibilità. Marra ripercorrendo, secondo il suo metro di giudizio, tutti i fatti che hanno riempito le pagine dei quotidiani sino ai fatti recenti, non riesce a capacitarsi del perché Lo Giudice si sia accollato l'attentato dinamitardo, o meglio non riesce a comprendere quale forza persuasiva abbia avuto il suo avvocato per fargli prendere una decisione del genere se non quella di fargli credere che in questo modo si sarebbe facilmente vendicato di chi, tra i magistrati, aveva lasciato al suo destino il fratello, facendo i nomi di Mollace e Cisterna. Marra nel prosieguo della sua discussione si dice convinto che Neri non abbia fatto tutto ciò per i soldi ma solo per il fatto che nell'amicizia il Gatto lo abbia potuto convincere che il suo assistito non meritava quella pena. Nella lunghissima chiacchierata tra i due, Fichera rievoca anche un episodio successo intorno al 2004-2005 ai danni del GIP Pedone il quale aveva subito un attentato presso la sua abitazione con colpi di fucile che attingevano le finestre di casa sua. Il fatto reato, secondo i conversanti, si scoprì essere quasi contestuale al rigetto di un patteggiamento ad un processo dove erano protagonisti Gatto, in qualità di avvocato e Neri in qualità di P.M. Sempre a proposito di Gatto Fichera rievoca un episodio che ha visto protagonista l'avvocato nei pressi del Duomo di Reggio Calabria unitamente ad un Carabiniere di nome Lorenzo. In quell'occasione sarebbe stato avvicinato da una macchina con a bordo personaggi della Piana, tra cui un tale Delfino, riconosciuto dal Carabiniere, i quali lo apostrofano dicendo che è un tipo poco serio. Gatto in quell'occasione era molto nervoso, per due motivi, prima perché i personaggi non avevano capito che fosse in compagnia di un Carabiniere e poi per il solo fatto di averlo fermato e apostrofato. Fichera racconta, verosimilmente per averlo appreso dal suo collega, che c'era stato un precedente con personaggi della Piana con i quali il Gatto si era preventivamente messo d'accordo e non aveva poi mantenuto le promesse.

Ecco alcuni stralci della conversazione tra Marra, Pati e Fichera:

M: Ma è... ma è credibile per sic... per sicuro. E' credibile...è credibile per sicuro la lo sai chi si bagna? Parecchia gente... ci sono pure i soldi nel mezzo...//
F: Certo... certo... E io... io gliel'ho detto se... e.. ci sono i soldi... e questo lo confermo che ci sono i soldi...//
M: Quindi di fronte ad un fatto di questi sono cazzi loro per come aggiustarla...//
F: Secondo me... sai il dub... dov'è che c'è la prova?... dal passaggio poi dall'avvocato al Giudice... quel... la lo devi provare...//
M: Embè... non hai capito? Io sono sicuro che non lo sapeva il giudice...//
F: Uhm...//
M: Cioè si... voi lo volete sapere come la penso io?...//
F: Che i soldi se li fotteva lui...//
M: Certo..
F: Certo può essere...//
P: Mica gliel'ha detto giorno...//
F: Certo...//
M: Sicuro...//
P: Ha millantato sempre...//
M: Allora... sapete perché c'è una... c'è un passaggio perché LO GIUDICE non è credibile? Ed io l'ho detto dal primo giorno. Allora LO GIUDICE dice ad un certo punto: siccome hanno arrestato a mio fratello Luciano, c'erano pezzi delle istituzioni che avevano interessi con mio fratello, che lo dovevano aiutare e lo hanno abbandonato. Io mi sono incazzato e gli ho messo la bomba. Quelli gli dicono: scusa è perché gliel'hai messa alla Procura Generale?...//
P: Perché ho sbagliato... perché pensavo...//
M: Dice: ho sbagliato perché io non capisco che c'è... differenza c'è tra la Procura della Repubblica e Procura Generale...//
P: Che ti dirò... vedi tu...//
M: E quelli gli dicono: va bene hai sbagliato, la messa la, ti veniva più facile se andavi al CEDIR ti veniva più difficile e va bene... A distanza che tu hai messo la bomba e tutto il mondo, ha parlato di bomba alla Procura e si è capito che era la procura generale, ed è uscito fuori DI LANDRO, come quello che ha ricevuto la bomba e che non aveva niente a che fare, con le persone che dovevano aiutare a tuo fratello, tu perché sei andato a mettergliela a casa a DI LANDRO? Cioè di qua... tu basta questo...//
F: Certo...//
M: Cioè quando tu hai scoperto che la hai sbagliato, perché DI LANDRO non aveva niente a che fare con tuo fratello no? Quindi tu gliela volevi mettere alla Procura de... della Repubblica e gliel'hai messa alla Procura Generale, quindi tu che fai? Vai e gliela metti a casa di MOLLACE, CISTERNA a quelli ...//
P: No...//
M: che tu pensi...//
F: Certo...//
M: Ma gliela metti a casa di DI LANDRO...//
P: E infatti ieri tutti i fatti...//
M: Invece l'altra ricostruzione, che pare una scemenza, è tanta facile...//
P: E' facile...//
M: cioè a dire è cosi palese..Allora io vengo da te e ti dico: in appello non ci sono problemi... se ci capita Sostituto Procuratore tizio... io vi aiuto ad aggiustare il coso, ci vogliono settantamila euro, perché questa è la cifra?...//
P: Lo so... tu lo sapevi?...//
F: Sono di più... questa era la prima tranche...//
M: No io settanta sapevo...//
F: Perché questo era l'anticipo...//
M: Vabbò...//
F: Uhm...//
M: Ci vogliono... gli danno... ci vogliono settantamila euro, quelli si sacrificano e gli danno settantamila euro... in effetti gli capita a NERI. NERI sbagliando, influenzato dall'avvocato, fa un errore perché va all'udienza e chiede la riapertura del dibattimento, la riapertura del dibattimento sul patteggiamento non è ammissibile. La corte sbaglia si fa convincere e ammette la riapertura del dibattimento. Su questa cosa nasce un bordello, perchè intanto c'è l'intervento di altri avvocati che si sono visti defenestrati per questa cosa...//
P: Gli hanno tolto i mandati...//
M: Gli hanno tolto i mandati e tutte le cose e cominciano a reclamare...//
P: Vuoi vedere chi ha fatto l'esposto...//
M: Quando DI LANDRO capisce questo meccanismo...//
P: ...come si chiama?...//
M: ...e capisce che quelli hanno aggiustato questa cosa in questa maniera, che fa? Piglia a NERI e gli dice: tu questo processo non lo fai più. E mette a SCUDERI, neanche a farlo apposta all'udienza che c'era SCUDERI c'ero io, in corte d'Assise d'Appello, SCUDERI si è alzato in piedi e le urla si sentivano da fuori a piazza Castello, dicendo che avevano fatto... la corte una cazzata che non potevano... perché loro dove volevano arrivare? Riapriamo il dibattimento, richiediamo una perizia nuova su alcune cose, con la perizia nuova e... smontiamo e gli togliamo l'ergastolo a questi. Tutto qua, questo era un marchingegno... il marchingegno. Minchia la corte sopra ad una presa di posizione di SCUDERI, vede il cambio del Sostituto Procuratore Generale, vede tutte queste cose, si rimangia l'ordinanza e non pre... e non ammette più la riapertura del dibattito... E quelli continuano vanno avanti e prendono trent'anni l'ergastolo...//
P: Ho capito ma e... e... ma la DIENI ha fatto una segnalazione sul discorso no?...//
M: Allora, DIENI Giulia...//
P: Perchè no?...//
M: No...//
P: Giulia ha scritto!...//
M: No...//
P: Come no?...//
M: No e perché dico... non ha scritto. Giulia confidenzialmente disse a DI LANDRO. e DI LANDRO l'ha sputtanata...//
P: Eh...//
M: Perché ha sbagliato DI LANDRO che è un coniglio, perché io se... se Giulia invece di essere una femmina era un maschio o aveva un marito che era maschio andava la e gli faceva la faccia tanta. Perché se tu confidenzialmente ad una persona gli dici pensa: però Procuratore...//
P: Lo sanno tutti...//

I tre parlano in libertà costruiscono la propria realtà dei fatti:

P: Se si fa presente il problema, il problema NERI e GATTO, glielo fa presente DIENI...//
M: ...eh!...//
P: ...come portavoce in maniera più ...//
M: Magari di altri avvocati...//
P: Quelli che stanno con lei...//
M: Lei aveva più magari rapporti col Procuratore e gli dice: ma noi non possiamo continuare a lavorare in questa maniera, perché polvere, arriviamo all'appello, con questo cazzo di binomio GATTO, NERI, ci compare sto GATTO a noi ci cacciano dopo che ci siamo fatti tutto, ci siamo rotti il culo al primo grado, all'appello... eh!... lo ha detto tant'è vero che loro, all'inizio quando hanno messo la bomba, gliel'hanno messa a DI LANDRO perché tu gliela metti a DI LANDRO, perché DI LANDRO ti ha cambiato il sostituto procuratore...//
P: E' facile...//
M: E' tanto facile..."u curnutu sapi"//
P: E poi gliela rimetti un'altra volta... voglio dire...//
M: No... tu gliela metti alla Procura Generale perché...//
P: Come fai a credere a LO GIUDICE...//
M: ...vuoi indebolire la procura generale...//
P: ...ma non è proprio... cioè è mai possibile?...//
M: ...sul processo...//
F: E ma io a ma... forse non hai capito...//
P: ...ma... no ma io...//
F: ...però a me...//
P: ...cioè a livello morale...//
F: ...incomprensibile... forse... a me... mi hanno fatto pagare...//
P: ...e... e... e sputare sull'intelligenza umana... lui mi dice: io ho sbagliato...//
F: ...a me... a me mi hanno fatto pagare...//
P: ...e che cazzo gliela metti un'altra volta sotto la casa...//
F: Si... Ciccio però è...//
P: Cioè proprio cose... sono cose
F: ...una cosa così palese...//
M: E' una forzatura della madonna...//
F: A me mi fanno pagare, il fatto che io dico ...incomprensibile...//
M: Invece l'unica cosa, che io non capisco e non so se voi l'avete capita?.. Non è questa. Io non capisco, quale potere può avere avuto... nel caso in cui le cose siano andate in questo modo, perché... questa pare una cosa così palese voglio dire, che pure un babbo, se la guarda la capisce, però sai, certe volte le cose palesi sono le cose che non sono meno... sono meno vere no?...//
P: Uhm...//
M: ...però nel caso in cui sia andato in questo modo... che cazzo di potere, poteva avere l'avvocato per convincere Nino LO GIUDICE a pentirsi e accollarsi le bombe. Cioè per quale cazzo di strano mistero LO GIUDICE si pente e si accolla le bombe? Ci può essere una sola cosa, che l'avvocato gli dice: per vendetta per come vi stanno trattando l'unico modo... sistema che hai è pentiti, gli dici che le bombe gliele hai messe per tuo fratello, che gliele hai messe tu per tuo fratello e inguaiamo a tutti quelli che non hanno aiutato tuo fratello CISTERNA e MOLLACE ...incomprensibile... l'unica...//
L'avvento di Giuseppe Pignatone ha, evidentemente, spezzato alcuni equilibri che per anni avrebbero scandito la vita investigativa e giudiziaria di Reggio Calabria. Equilibri in cui Marra avrebbe sguazzato. Da qui, probabilmente, l'astio nei confronti del nuovo corso palermitano, come si evince dalle parole di Marra: "Quindi il ragionamento delle bombe, loro si possono ammazzare quanto vogliono, perché appena Pignatone non ci scassa più i coglioni a Reggio Calabria, chiunque verrà non potrà nascondere tutte queste cose... le deve prendere e uscire fuori... come dici tu, io voglio essere buonista nel senso perché... anche perché non lo rispetto pure io voglio dire... io non ho avuto un ottimo rapporto e suo padre è un grande signore. Io non ritengo che Neri se abbia fatto qualcosa, l'abbia fatta per soldi o per... l'ha fatta perché magari quello, avendo la possibilità per il rapporto parlare, magari gli ha potuto dire: ma perché in questo processo questo non c'entra se facciamo la perizia, qua e la... lo ha convinto legalmente parlando..."

I conversanti, comunque, spingono sul rapporto di amicizia tra Neri e Gatto, tralasciando la "pista" del denaro. Si soffermano, però, sulla figura dell'avvocato Gatto. Ecco la conversazione:

F: Allora senti una cosa... quando gli hanno sparato alla cosa... quando gli hanno sparato alla finestra di PEDONE...//
M: Uhm...//
F: ...per quale motivo gli hanno sparato?...//
M: Non lo so...//
F: E tu non lo sai... PEDONE nel duemilaquattro o nel duemilacinque, gli sparano alla finestra con un fucile di precisione, il giorno prima che gli rigetta il patteggiamento ad un processo dove c'era GATTO avvocato e NERI P.M. ...//
M: Allora...inziamo...//
F: E la sera gli sparano alla cosa...//
M: Io...//
F: Il moto scatenante è sempre quello...//
M: Io l'unica cosa che non ho capito, ti ho detto... è un altro passaggio, fino a qua ci siamo, perché di queste cose... e unitile, loro possono mettere...//
F: Li ha fatti...//
M: ...ottomilioni di microspie per rompere i coglioni, che queste cose le sanno tutti a Reggio...//
F: Certo...//
M: ...non le dice nessuno, perché tutti se ne fottono di loro...//
F: Io le ho dette e ho fatto questa fine...//
M: Bravo...//
F: Prego...//

Marra sembra essere cosciente del ruolo rivestito per anni, di collaboratore occulto di alcune forze dell'ordine, non disdegnando rapporti con la criminalità organizzata. Parla, quindi, del torbido "affaire Lo Giudice", con i presunti coinvolgimenti istituzionali. Da qui, dunque, la menzione dei vari Antonino Spanò (considerato vicino a Luciano Lo Giudice), ma anche dei magistrati Alberto Cisterna e Francesco Mollace e dei Carabinieri Saverio Spadaro Tracuzzi (condannato per connivenza con i Lo Giudice) e del brigadiere del Ros, Ciccio Maisano, detto "Falcao". Ma l'avvocato fa anche riferimento a Giovanni Zumbo, il commercialista-spione in contatto con i Servizi Segreti, che avrebbe spifferato particolari d'indagine ai boss Ficara e Pelle:

M: ...ho fatto la discussione per SPANO', sono stato l'unico che ha avuto il coraggio di dire alla dottoressa RONCHI, gli ho detto: scusate dottoressa se SPANO' è il capo espiatorio che serve... per inguaiare una serie di altre persone, vedi dottore CISTERNA, dottore Alberto CISTERNA, dottor Franco MOLLACE e il dottor Franco NERI. Gli ho detto io: è qua condannatelo e così vedete se li potete inguaiare... se questo non è i rapporti... perché Nino... Nino SPANO', in questa situazione è come a te d'altra parte, sai che stava facendo? La fine che stavo facendo io. Con voi, cioè a dire la fine di ZUMBO. ZUMBO che gli piaceva "mi cugghiunia" e di giocare con due mazzi di carte... hai visto che fine ha fatto? E ora gli hanno arrestato la moglie, la sorella, il fratello, il cognato, a tutti. Nino SPANO' che gli piaceva giocare, guarda che fine ha fatto, ma è ovvio che il rapporto che può avere Nino SPANO' quando il pentito stesso dichiara: si ogni tanto ci diceva a... mi hanno detto che devono fare l'operazione, ma non glielo diceva MOLLACE o CISTERNA, glielo diceva qualcuno di quelli "sciacqualattughe" del tuo reparto...//
F: O della Polizia...//
M: Ah...//
F: Ah...//
P: Quelli della Polizia e non lo diceva pure lui?..//
M: No... del ROS c'era SPADARO, c'era....//
F: Minchia non lo vedi SPADARO è scemonito pe... perso...//
P: Vabbò solo lui...//
M: C'era coso, come si chiama, MAISANO che frequentava la sotto, c'era un sacco di gente. Allora io vi dico... dice... e gli dice Nino LO GIUDICE e il Giudice gli chiede: ma poi queste cose si sono verificate per davvero? No mai. Era un millantatore e gli piaceva parlare in questo modo, raccontare palle, questa è la risposta di LO GIUDICE...//
F: Per spedire hai capito SPADARO a...//
M: A SPANO'...//
F: A SPADARO?...//
M: A SPANO'...//
F: A il pentito gli dice così?...//
M: Si... ma dice: SPANO' che v... v... perché vi serviva? Perché ci dava le notizie...
F: Certo...//
M: ...e che notizie vi dava? Se facevano una retata o un operazione, dice: ma poi si facevano per davvero queste cose? No mai. Quindi era un millantatore uno che si vantava che sapeva le cose e non sapeva niente, gli dice...//
F: Si...//
M: Oh... se non fosse stato in questa maniera, figurati SPANO' buttavano la chiave, chissà come cazzo lo prendevamo più... voglio dire se si fosse regolato diversamente LO GIUDICE. Il ragionamento che voi non volete afferrare e che se io domani decido di pentirmi per fare un favore al gruppo e sono guidato, mi sono messo d'accordo con qualcuno, con il GUP, con l'avvocato, con il Giudice, con le istituzioni. E se domani si scopre che non è vero quello che sto dicendo e che è vera un'altra teoria, perché MARINO, perché nasce pentito? Secondo te? Perché? Così? Si è svegliato una mattina dopo un anno e mezzo che gli hanno fatto la causa e lo hanno condannato e dice: ora mi pento. Qualcuno è andato a trovarlo secondo me no?...//
F: Ci sono...//
M: E gli ha potuto dire: scusa perché ti fai il carcere a vacante e dobbiamo sentire tutte queste palle che ci racconta LO GIUDICE quando tu sai la verità? Dicci la verità che salviamo a te e ammazziamo a lui... ammazziamo nel senso...//
F: Si...//
M: Affondiamo a lui... e quello dice va bene...//
P: Aspetta...//
M: Quindi è un gioco perverso ad un livello, dove noi...//
P: Non è personalità di MARINO, che prende ed esce come pentito... non ha personalità di poter affrontare una cosa del genere... ma anche lui qualcuno si sta interessando...//
M: Ma secondo te questi qua, certo, questi qua che si stavano facendo, vedendosela messa in culo, hanno trovato il modo e il sistema, di contattarlo tramite i parenti, tramite i servizi, tramite qualcuno per infilargli il discorso o no? Ma che è la prima volta? Ma questo è... dico: ora tu vaffanculo in una cosa grossa di questa, ma tu che sei in un'altra parte che non sei, dice era il ROS si doveva fare... ma chi cazzo ti manda? Perché è ovvio, se io parlo con la gente, a me mi fanno vicino al gruppo MOLLACE, CISTERNA, non mi fanno vicino al gruppo PIGNATONE, PRESTIPINO, ma giustamente perché con quelli hanno un rapporto e con questi non ne hanno fatto. Se io domani mattina dovessi uscire a prendere una posizione, ma chi cazzo è che dice che non pensa che me l'ha detto MOLLACE, che me l'ha detto DI LANDRO, o che me lo ha detto CISTERNA di dire in quel modo. Tutti lo pensano, non possono pensare sicuramente che me l'ho detto PRESTIPINO o PIGNATONE, o no? Ora tu sei peggio di me, perché i tuoi rapporti sono stati con questa gente, non è che sono stati con questi altri, anzi questi altri se potevano, se avessero potuto ci avrebbero spaccato il culo dall'inizio. Io qua non ti capisco a te... cioè io tutte queste cose che ti sto dicendo, le abbiamo commentato tremila volte umma umma in silenzio, non si sa niente,chi cazzo parla...//

Marra, dunque, confida nel post Pignatone, sollevando la possibilità che il successore potesse essere un magistrato vicino alla "cordata" (così la chiama Marra) di Pennisi, Cisterna, Mollace e Verzera. In quel caso, secondo il legale accusato di associazione segreta, sarebbero stati "cazzi amari". Marra, però, verrà clamorosamente smentito, dato che l'arrivo di Federico Cafiero De Raho confermerà la bontà del lavoro svolto dal pool "palermitano":

M: Stanno diventando pazzi, hai capito? Perché ormai ha capito che gli scoppia la bomba nelle mani. Intanto PIGNATONE non va a nessuna DNA, o Napoli o Roma, quando si decide, Procuratore punto. Qua Procuratore era qua, quindi Procuratore a Palermo, Procuratore era qua, Procuratore è la... finito, quindi uno a zero e palla al centro. Il problema sai quale sarà ora? Chi viene a Reggio. Allora se ci fosse stato Nitto PALMA Ministro di Grazia e Giustizia, stai tranquillo che le cose sarebbero andate in una certa maniera, com'è ora non lo so come andrà. Ma il problema sarà solo ora, la lite, la lotta fra di loro, sarà per stabilire chi viene a Reggio, perché se viene uno che fa parte della cordata PIGNATONE pro e company, è un conto. Se viene uno che fa parte della cordata mai sia Dio PENNISI, CISTERNA, MOLLACE, VERZERA, che sono un'altra cosa, sono cazzi amari, la RONCHI deve vedere come scappare. Questa è la verità, io dico... ma io che faccio l'avvocato e ovvio, non è che le so perché qualcuno è venuto e me lo ha raccontato...//

Infine una intercettazione in cui Marra ed i suoi interlocutori parlano di tantissimi argomenti passando da uno all'altro con molta disinvoltura. Ad un certo punto Marra cita il dott. Cisterna riferendo testualmente: "....Molto spesso perché hai fatto minchiate pure tu, perché io ti ho detto... prima o poi mi incontro con Alberto Cisterna e gli dico: scusate dottore ma di questo fatto voi che sapevate? E lui mi dice: un cazzo, sicuro. Che tu ... prima ci siamo venduti, ti immagini c'erano le microspie quando siamo andati a venderci a...a Cisterna che era d'accordo di aggiustargli il processo... "Sticchiu i to soru"...//