Dossier
 

"Stige": i sindaci Siciliani e Parrilla uomini delle cosche Farao e Marincola

sicilianiparrilla600di Claudio Cordova - Il sostegno politico al Sindaco di Cirò Marina e attuale presidente della Provincia di Crotone, Nicodemo Parrilla, occupa decine di pagine dell'ordinanza "Stige", con cui la Dda di Catanzaro smantellato le cosche Farao e Marincola, operanti anche in Germania. Intercettazioni, ma anche atti amministrativi e appalti aggiudicati, che testimonierebbero l'accordo tra Parrilla e i clan.

Le connivenze tra la cosca ed esponenti politici locali, nonché l'interesse di quest'ultimi a poter godere dell'appoggio di un'organizzazione 'ndranghetistica di spessore come quella cirotana, emergono in maniera prepotente in un colloquio intercettato alla fine del 2016. Viene infatti captata una conversazione fra Giuseppe Sestito e Antonio Anania, dalla quale emergeva come Parrilla (sindaco del Comune di Cirò Marina, in lista per l'elezione, poi avvenuta, a presidente della Provincia di Crotone) si rivolge proprio a Giuseppe Sestito, al quale veniva evidentemente riconosciuta la capacità di poter agire in contigue realtà criminali, affinchè procurasse voti tra i pubblici amministratori (anche di altri comuni) chiamati ad esprimere la preferenza per l'elezione alla carica di Presidente della Provincia di Crotone. Una ventina di giorni dopo, all'inizio del 2017, Parrilla viene infatti eletto presidente della Provincia di Crotone con il 62,2 per cento di consensi, per come noto l'elezione in questione avveniva attraverso i voti espressi dai consiglieri delegati dai singoli comuni della provincia. Sulla scorta dell'importante momento politico in data 22/12/2016 e dunque a ridosso della determinazione ufficiale, Parrilla richiede l'aiuto della cosca per avvicinare i consiglieri comunali del comune di Casabona (KR), per il tramite di Antonio Anani "...Parrilla non ti ha detto niente?....omissis... Parrilla ti ha detto qualche cosa?...omissis...Siccome è candidato a Presidente della Provincia...omissis... E l'hanno candidato, mi ha detto, per i consiglieri, ha detto - "Gliel'hai detto? - ho detto - "E ora glielo dico" - qui a Casabona che se vuoi parliamo con coso, hai capito?!...", ricevuta la richiesta Sestito, facendo intendere che si sarebbe comunque adoperato, non perdeva occasione per rimarcare come quella non era in realtà la prima richiesta di aiuto già evidentemente soddisfatta "...Sì, ma Parrilla troppe cose vuole fare!...".

In realtà, le mani della 'ndrangheta sul Comune di Cirò Marina sarebbero state poggiate almeno da una dozzina di anni. A partire dalle consultazioni elettorali dell'anno 2006, sino alle elezioni del Giugno 2016, sia i candidati a Sindaco, che tanti candidati al consiglio comunale sono stati scelti ed appoggiati direttamente dai vertici del "locale" di 'ndrangheta cirotano. Del resto, andando ad analizzare la composizione dei Consigli Comunali di Cirò Marina degli anni 2006, 2011 e 2016 si assisteva ad una, non casuale, alternanza tra le Amministrazioni guidate dai Sindaci Nicodemo Parrilla (eletto Sindaco nel 2006 e nel 2016) e Roberto Siciliani (eletto nel 2011). Entrambi, come documentato da plurime acquisizioni investigative, erano fortemente legati ad esponenti del "locale" di 'ndrangheta di Cirò. I vertici della cosca "Farao-Marincola" si sono adoperati per far eleggere i Sindaci Siciliani e Parrilla (nella foto), tenendo comunque conto che, nel 2006, quest'ultimifacevano parte della medesima corrente politica (tanto che all'interno della giunta Parrilla veniva eletto, quale Consigliere Comunale, Nevio Siciliani). In epoca successiva, si verificava una scissione tra le due correnti politiche, che, di fatto, favoriva l'alternanza, sempre comunque seguendo un disegno imposto dalla cosca cirotana. Da ciò si ricava un dato incontrovertibile, secondo il quale, la 'ndrangheta cirotana si e' sempre organizzata per porre a capo dell'amministrazione comunale di Cirò Marina un soggetto che, a prescindere dall'appartenenza politica, è stato asservito alle proprie volontà.

L'infiltrazione degli esponenti del "locale" di Cirò, attraverso la presenza di loro emissari in Consiglio Comunale si tramutava quindi in una serie di condotte a beneficio dell'organizzazione, con l'acquisizione di appalti pubblici e licenze rilasciate e/o assegnate ad imprese rientranti nella sfera di controllo degli 'ndranghetisti cirotani. La disponibilità dell'amministrazione guidata dal Sindaco Parrilla nei confronti della cosca di Cirò abbraccia svariati settori istituzionali ed imprenditoriali, dalla semplice concessione per una rivendita occasionale di generi alimentari e bevande, sino ad uno dei più importanti (e remunerativi) appalti comunali quale quello per la raccolta dei rifiuti, giungendo finanche alla creazione di un vero e proprio sito di stoccaggio e smaltimento di atti e documenti propri dell'amministrazione comunale, distrutti, su disposizione di Nicodemo Parrilla, per impedire la dimostrazione della sudditanza che le istituzioni locali avevano nei confronti della cosca di Cirò.

Nel maggio 2011, dopo la prima Amministrazione Parrilla, viene eletto sindaco Roberto Siciliani. Rispetto alle precedenti consultazioni si assiste ad una scissione delle correnti politiche capeggiate rispettivamente dalla famiglia Siciliani e da Nicodemo Parrilla. Quest'ultimo concorreva nuovamente alla carica di Sindaco e aveva, questa volta, quale avversario Roberto Siciliani. L'esponente della famiglia Siciliani otteneva il maggior numero di preferenze venendo eletto come nuovo Sindaco di Cirò Marina. Qualche giorno dopo, gli inquirenti intercettano un colloquio carcerario che intercorre, all'interno della Casa Circondariale di Padova, tra il capo cosca Giuseppe Farao e la consorte Assunta Cerminara. Il dialogo verte, tra l'altro, sull'elezione della nuova amministrazione comunale di Cirò Marina. Farao faceva inequivocabile riferimento all'elezione a Sindaco di Siciliano, affermando di averne visto la fotografia sul giornale e chiedendo alla consorte se quest'ultimo fosse rimasto soddisfatto del risultato ottenuto "... E' contento....inc... è sindaco... sul giornale con la fascia !! ...". Immediatamente dopo, lo stesso Farao si assicura che l'appoggio elettorale dell'organizzazione da lui capeggiata (e retta anche nonostante la condizione detentiva) fosse stato garantito a Giuseppe Berardi (indicato come "Giuseppe nostro") "...Ma noi abbiamo votato a tutti e due ?! Ad uno ed all'altro !? ... omissis ... Pure a Giuseppe nostro?! ... omissis ... Ma Giuseppe cos'è ora assessore ? Al comune o alla Provincia ? ...". Giuseppe Farao si dimostra a conoscenza del bacino di consensi garantito a Berardi, affermando che quest'ultimo era stato eletto con oltre 500 preferenze "...cinquecento voti...di più ...".La parte successiva del dialogo evidenziava come Farao attendesse concreti benefici per tutta l'organizzazione, da parte del neo Sindaco Roberto Siciliani "... Comunque ora Roberto si deve comportare bene bene , senza promettere... fare... sennò ...". Il capo cosca detenuto chiede alla moglie se fosse già stata formata la nuova Giunta Comunale, commentando peraltro, la possibile reazione contrariata di Nicodemo Parrilla (Sindaco uscente) il quale, in questa circostanza, non era stato sostenuto dalla cosca non riuscendo pertanto a ottenere una rielezione "... E hanno fatto già il Comune... già il Sindaco è lui... omissis ... Quello ci è rimasto male quel cristiano! ... omissis ... il Sindaco vecchio ...". Dall'esame della conversazione ambientale appena intercettata si rileverebbe in maniera eloquente come la cosca Farao-Marincola avesse concesso il proprio sostegno elettorale alla corrente politica facente capo alla famiglia Siciliani, favorendo di fatto l'elezione di Roberto Siciliani. Come già accaduto nel 2006, Berardi viene insediato dall'organizzazione 'ndranghetista all'interno della nuova amministrazione, ottenendo peraltro la nomina ad Assessore Comunale e divendendo pertanto un importante emissario della cosca all'interno delle istituzioni locali. Alla vigilia delle elezioni del Maggio 2011, la cosca cirotana si era organizzata per sostenere nuovamente la candidatura a Sindaco di Parrilla Nicodemo, come avvenuto nel 2006. La strategia politica messa in atto dai Siciliani, i quali, in attrito con Parrilla, decidono di concorrere autonomamente alle nuove elezioni comunali, dava però modo a Roberto Siciliani di presentarsi direttamente al cospetto di Vittorio Farao, in quel momento tra gli esponenti di spicco dell'organizzazione. Siciliani chiede di essere appoggiato in contrapposizione a Parrilla quale Sindaco di Cirò Marina. In cambio, Siciliani si assume la responsabilità di conferire al principale emissario della cosca in Comune, Berardi, oltre che la nomina ad Assessore Comunale, anche un'ampia autonomia. La cosca cirotana - anche per tramite dell'operato di Berardi, specie dopo che questi acquisiva ampie capacità decisionali all'interno dell'amministrazione comunale – aveva un ritorno sicuramente remunerativo, riuscendo ad ottenere assegnazioni di appalti e lavori pubblici, ad imprese riconducibili agli esponenti del "locale" di Cirò. Infatti, Berardi si impegnava ad emettere mandati di pagamento all''Impresa "DE.RI.CO. NEW GEO SRL, pur in assenza dei relativi atti deliberativi del Comune di cirò Marina. Inoltre: con verbale del 02/09/2013 del Comune di Cirò Marina, La De.RI.COotteneva, in via d'urgenza, l'affidamento dei lavori di raccolta di RSU. Con determina n. 484 del 27/08/2013 del Comune di Cirò Marina, a seguito di regolare gara esperita mediante procedura aperta, DE.RI.CO otteneva l'affidamento del servizio di raccolta RSU, per due anni, per importo complessivo di Euro 1.664.705. Con determina n. 648 del 16/11/2015, il servizio veniva prorogato di mesi quattro e comunque per il tempo strettamente necessario per istruire l'iter per la nuova Gara d'Appalto, per un importo totale di Euro 277.470,96.

Infine, nel giugno 2016, dopo il ballottaggio, il ritorno di Parrilla.

Tra gli Assessori Comunali, nominati direttamente da Parrilla, spiccava il nome di Antonio Gallella cui viene conferita l'importante delega al bilancio. Anche quest'ultimo, al pari di Nicodemo Parrilla e Giuseppe Berardi risultava legato alla cosca Farao-Marincola. I Carabinieri del Ros, che hanno eseguito le decine di arresti dell'operazione "Stige" hanno anche documentato – all'inizio del 2016 - un summit che si svolgeva a Torre Melissa (KR), all'interno dell'hotel "Napoleon" e vedeva tra i partecipanti diversi esponenti del "Locale" cirotano, "quali Morrone Salvatore, Spagnolo Giuseppe, Cariati Martino e Bombardiere Vittorio, ed un qualificato esponente della 'ndrangheta reggina, Morabito Pasquale". All'importante convivio prendevano inoltre parte gli imprenditori Letizia Bonelli eMassimiliano Buonocore, Nicodemo Parrilla (che giungeva unitamente a Salvatore Morrone), Giuseppe Berardi, Luigi Valente ed appunto Antonio Gallella.

La finalità del summit risultava quella di creare un congiunto organo imprenditoriale, comprendente aziende ed imprese riconducibili alla 'ndrangheta cirotana e reggina, capace di accaparrarsi finanziamenti pubblici per la realizzazione di corsi di formazione professionale, da acquisire attraverso un consorzio promosso, organizzato e diretto dalla Bonelli e da Buonocore. In quest'ottica, la presenza di Parrilla, Berardi e Gallella, appariva strumentale ad una loro futura carica istituzionale, che avrebbe consentito agli 'ndranghetisti di ottenere entrature all'interno degli enti locali, favorendo l'acquisizione dei finanziamenti in parola. Già sei mesi prima della loro elezione, la 'ndrangheta cirotana sembrava aver scelto il futuro candidato a Sindaco di Cirò Marina nonché alcuni dei principali componenti del Consiglio e della Giunta Comunale.

Parrilla, dunque, deve essere votato in blocco. Interessanti alcune intercettazioni che hanno per protagonista Giuseppe Spagnolo soprattutto quando quest'ultimo imponeva alla propria interlocutrice di esprimere, senza alternativa, la preferenza per Nicodemo Parrilla "... zìzì non ti permettere a dare qualche voto... guarda che se... omissis ... che non sia mai Signore ... esce il coso che non ho preso i voti tuoi ... omissis ... ma vedi che qua... tu lo sai, no? che solo i voti tuoi ho di qua ... omissis ... che se non prendo il voto tuo e di Isabella ... te ne puoi scappare ... omissis ... allora metti una freccia qua, Parrilla vedi ... omissis ... non me ne frega niente però la freccia la devi mettere, fai quello che ti dico io tu ...".

Diverse le conversazioni in cui sarebbe dimostrata l'enorme capacità di assoggettamento che Spagnolo riusciva ad esercitare nei confronti dei cittadini cirotani. Questi non aveva necessità di utilizzare toni di minaccia (se non nella parte iniziale del dialogo, quando affermava "il voto mi devi dare"), gli bastavano poche parole per far comprendere al proprio interlocutore che, questa volta, occorreva schierarsi a favore di Nicodemo Parrilla. L'opera di "persuasione" di Spagnolo e dei sodali di quest'ultimo nei confronti degli elettori cirotani si rive particolarmente proficua, poiché all'esito del primo turno elettorale Nicodemo Parrilla ottiene, quale candidato Sindaco, il maggior numero di preferenze (3.995 voti con la percentuale del 47,89%), pur rendendosi necessario il ballottaggio con l'altro candidato Roberto Siciliani. Qualche giorno dopo l'esito del primo turno elettorale, in data 08/06/2016, vengono intercettate conversazioni ambientali tra Giuseppe Spagnolo e Martino Cariati con Mario e Roberto Siciliani. L'analisi di tali conversazioni fornisce la chiave di lettura al mancato appoggio dalla cosca cirotana a Siciliani. Le conversazioni risultano una sorta di "chiarimento" tra gli 'ndranghetisti e l'esponente politico. A Siciliani, Spagnolo ribadisce di aver sostenuto Nicodemo Parrilla e Giuseppina Pirito "... io ho portato a Giusy e a Parrilla ...". Martino Cariati rivolgendosi a Siciliani chiedeva perché avesse rifiutato il loro sostegno elettorale "... Robè ci siamo, perché non ci hai voluti prima Robè? ... omissis ... noi ti abbiamo mandato un segnale".

Il 19/06/2016 si svolgono le operazioni di ballottaggio tra Parrilla e Siciliani, con il primo che ottiene il maggior numero di preferenze venendo eletto Sindaco. Nella serata del 19/06/2016 gli inquirenti intercettano una conversazione ambientale tra Giuseppe Spagnolo e Giuseppe Sestito, durante una cena che i due consumavano con i rispettivi familiari. L'argomento della discussione era incentrato su un incontro che Spagnolo e Cariati avevano avuto con Siciliani il giorno precedente. Cariati era venuto in possesso di una sorta di esposto anonimo redatto da Siciliani, indirizzato ai Carabinieri di Cirò Marina, all'interno del quale venivano denunciate una serie di irregolarità elettorali precedenti l'elezione del Sindaco Parrilla, che aveva goduto del sostegno della cosca di Cirò. In particolare – spiega Spagnolo a Sestito – si faceva riferimento all'impegno, oltre che di Sestito e Spagnolo, anche dei componenti della famiglia Siena e di Salvatore Morrone, in cambio di un sostegno economico di Parrilla alla cosca pari ad Euro 500.000 "...Ieri ...... (incomprensibile) ... ... mi manda chiamando... Roberto... il porco!... Viene Martino: "... (incomprensibile) ... ... ti devo parlare", gli ho detto: "Dimmi!", ha detto: "Che ti devo far leggere una cosa!"... e m'ha... m'ha... mi ha detto di una lettera... ... (incomprensibile) ... Roberto a Martino... ... (incomprensibile) ... parla di me, di te, di Siena... di me, di te, di Siena, del Biondo... di Dino Carluccio ... omissis ... parlava di te... e diceva che... E' appoggiato da Sestito, dai Siena...", gli ho detto, Pì: "Il Bandito... Il Biondo, Morrone..." ... omissis ... Che praticamente Parrila ci dà 500.000 (Cinquecentomila) euro al mese ... omissis ... All'anno! ..."

Nello scritto si accennava al sostegno che Spagnolo aveva assicurato a Giuseppina Pirito "... Poi c'è questa Pirito... che dice che è la figlia del Bandito... dice...vedete quanti voti... e rendetevi conto... in quali mani siete!' ...". A quel punto Spagnolo, affrontando Siciliani gli avrebbe "ricordato" che in passato era stata la sua famiglia a godere del sostegno elettorale della cosca "... "Robè tu stai mandando a tuo fratello di andare ad offendere a questo, di andare ad offendere a quell'altro... ... (incomprensibile) ... ... ti sei scordato tu, cinque anni fa chi ti ha votato a te?! ... omissis ... Chi l'ha votato a Nevio? Mi ha chiamato nel telefono, che ero in Germania... "Tante grazie dei voti che vi siete presi"... Non ero un mafioso prima? Prima... com'ero prima un mafioso, lo sono adesso! ...". Sempre Spagnolo raccontava poi a Sestito del suo personale operato in favore di Parrilla a discapito di Siciliani, riuscendo ad orientare un ingente bacino di consensi elettorali "... tutti i voti gliel'ho cacciati tutti! Ehm... ... (incomprensibile) ... ... Gianpiero!... Malena, quello ...... (incomprensibile) ... ! Tutti gliel'ho cacciati!...".

Nei mesi successivi l'elezione a Sindaco di Parrilla arrivano alla Compagnia Carabinieri di Cirò Marina, una serie di esposti anonimi riguardanti l'appoggio concesso dalla cosca Farao-Marincola per l'elezione della nuova amministrazione. I dati e le circostanze riportate negli esposti risultavano perfettamente compatibili con quanto indicato da Spagnolo a Sestito nella conversazione di cui sopra. Pertanto si può affermare che, al di là di ogni ragionevole dubbio, la paternità degli scritti sia attribuibile a Roberto Siciliani o a persona a lui vicina.

Per i magistrati, "la figura di Parrilla è apparsa più volte con condotte che vanno ben al di là del concorso esterno. Qui non si tratta di ipotesi in cui il Parrilla ha dato un semplice contributo causale all'associazione, in quanto egli si comporta come intraneo, partecipando anche alle riunioni con esponenti di spicco della consorteria cirotana. Sono molti gli episodi (ad, esempio, quello della gestione della piscina comunale) in cui è assolutamente palese il favoritismo verso accoscati; quegli accoscati che hanno svolto per lui proselitismo e fatto pressioni su cittadini e consiglieri comunali perché divenisse, prima sindaco e poi presidente della provincia".