Cosenza
 

Meetup Cosenza e Oltre: "Il preliminare di vendita dell'ex hotel Jolly non presuppone il via libera alla demolizione"

"Apprendiamo dalla Gazzetta del Sud di ieri, domenica 23 settembre 2018, che la Regione invierà al Comune la bozza del preliminare di vendita dell'ex hotel Jolly per come previsto dall'accordo di programma e che con la firma del preliminare arriverà il via libera alla demolizione dello stabile per realizzarvi il Museo di Alarico e che ovviamente il Comune dovrà contestualmente assumere, con atto amministrativo, l'impegno di pagare il dovuto: 800.000 euro da versare in cinque annualità all'Aterp".
Lo si legge nel Comunicato stampa del Meetup Cosenza e Oltre.

"È importante evidenziare alcuni punti riportati dalla Gazzetta nel breve sommario, visto che la firma del preliminare non può far scattare automaticamente il via libera alla demolizione se mancano alcune fondamentali autorizzazioni (es: VIA) e soprattutto se non è stata approvata la progettazione definitiva che è legata a doppio filo a quella preliminare. Infatti, le fasi della demolizione e quelle della ricostruzione dell'ex Jolly Hotel non possono essere scisse, in quanto costituiscono un tutt'uno propedeutico a qualsiasi scelta progettuale e sono da valutare unitamente alle opere che interessano l'ambito fluviale.

Ci chiediamo, pertanto, se ad oggi:

· è pervenuta la pronuncia della Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale sull'edificio (ex art. 12 del D. Lgs. 42/2004);

· se esistono tutte le autorizzazioni previste dalla legge;

· se è stato attivato il tavolo tecnico tra Amministrazioni (MiBAC, Provincia, Comune) richiesto dal Soprintendente ABAP con nota prot. 8801 del 12.07.2018 "al fine di pervenire a soluzioni condivise per la definizione dell'intervento";

· se come previsto dal bando di gara, poiché detta progettazione definitiva/esecutiva, ricade in ambito territoriale sottoposto a tutela paesaggistica (ai sensi art. 142, c. 1, l. c) è stato acquisito il nulla osta paesaggistico definitivo che mostri la compatibilità delle opere proposte rispetto ai valori paesaggistici del contesto di riferimento;

· se sono citati tutti i titoli abilitativi conseguiti e quelli eventualmente mancanti per appaltare e poi iniziare i lavori. Sarebbe opportuno esibire pubblicamente tutte le autorizzazioni, se sono state acquisite, e non procedere con la solita fretta che caratterizza ultimamente Occhiuto e Oliverio".