Cosenza
 

Rende (Cs), proposta contrasto gioco d'azzardo: da Idm stoccate a De Rango

"In relazione alla proposta/comunicato elettorale Rende: "proposta in Consiglio Comunale per regolamentare il gioco d'azzardo", pubblicato oggi sui quotidiani, sponsorizzante il signor Alessandro De Rango che propone, in coordinamento con le minoranze, la necessità, per il Comune di Rende, di dover redigere un atto che regolamenti la diffusione dei locali nei quali si pratica il gioco, pare necessario fare una breve analisi su alcuni punti caldi". Lo scrive Francesco Volpentesta, Italia del Meridione Rende.

"De Rango, per la seconda volta, mette l'accento dove non è certamente necessario, in quanto, in primis, la Regione Calabria sta già predisponendo un regolamento attuativo dal quale tutto il territorio non potrà sottarsi, pertanto, un regolamento esclusivo solo per Rende è impensabile possa essere sottoscritto da qualsiasi amministratore".

"Precisamente da ottobre 2017, la Regione Calabria, sta lavorando al regolamento in oggetto, quello che, con un po' di ritardo, De Rango ed il suo coordinamento, si tentano di usare per costruire palazzi. La proposta regionale, presentata da diversi consiglieri, punta ad avviare un'azione di contrasto alla "ludopatia" ed al contenimento del gioco d'azzardo, attraverso una serie di misure preventive, secondo le quali, non potranno più essere installati apparecchi per il gioco d'azzardo lecito in un certo raggio di distanza da punti di aggregazione, chiese, impianti sportivi, scuole ecc.

Senza sottolineare che, certamente, tutti gli operatori hanno ottenuto una licenza/concessione per poter esercitare la loro attività, parliamo di Gioco d'azzardo e sottolineamo che i punti gioco/sale slot sono controllati da piattaforme e sistemi gestiti dall'Agenzia delle Dogane e Monopoli e, che questi, rispondono a regole ben precise imposte sempre dallo Stato.

Chiaro ormai a tutti che, il grosso del giocato torna indietro sotto forma di vincite e che, il Gioco, in genere, porta un' enorme fetta di utili nelle casse dello Stato, è importante dare un'altra informazione a chi legge: l'utile, per lo Stato, esce fuori dalla maggior parte dei cosiddetti "giochi fisici" (es. slot ecc) al contrario, come evidenzia Gian Antonio Stella del "Corriere della sera", appare strano come dei volumi giocati su tavoli virtuali "on line", quasi 27 miliardi di euro, solo l' 1,13% (304 mila euro) vada a finire nelle casse dello Stato.

Il problema, forse più importante, non è la parte legale ed autorizzata dallo Stato, bensì quella rappresentata dal "mondo opaco" che si nasconde dietro fantomatici siti di scommesse e giochi online illegali. Siti che, grazie all'azione delle forze dell'ordine, quotidianamente vengono inibiti".