Cosenza
 

Castello di Rende (Cs), la replica di Bilotti a Bartucci

Riceviamo e pubblichiamo

"Gent.le Dr. Bartucci,

grazie per aver chiarito la situazione giuridica ed amministrativa del castello di Rende.

Concordo con Lei, che senza interazione con gli altri due musei già presenti, e sopratutto in mancanza di sito e di comunicazione rimane "invisibile" ed il potenziale dell'alto livello culturale rimane sterile. Infatti è universalmente riconosciuto l'incisività del ruolo dell'arte nella coesione e sviluppo sociale in diretta interazione con gli ambiti dell'attività e delle dinamiche umane.

Condivido che il castello, simbolo del patrimonio storico-artistico e demoetnoantropologico di Rende, deve rientrare da protagonista nella strategia di rilancio del Centro storico della Città. Per la sua decentralità, singolarmente i suoi musei non sono in grado di riportare la vita, così come non lo sono, da soli, gli uffici di un settore comunale, matrimoni, sedute di laurea.

Il museo di Arte Contemporanea nel castello, che da a Rende il primato regionale di una importante raccolta di lavori di artisti affermati a livello internazionale, che hanno determinato il valore dell'Arte italiana nei diversi linguaggi attraverso la forza della loro ricerca espressiva, spaziale, concettuale e materica, era stato pensato come parte di un disegno di aggregazione, un "Borgo del Musei".

Una "Cittadella d'Arte", di cui i museo del XXI sec. avrebbe dovuto dare contributo alla costruzione di un sistema complessivo, completando e unendosi al potenziale degli altri musei ai palazzi storici , chiese , piazze e scorci panoramici. Un percorso ricco e diversificato cronologicamente: il Museo Civico con opere del Seicento e Settecento; Maon con l'Otto e Novecento, il Castello con l'Arte contemporanea, che nelle altre realtà costituiscono attrazione e stimolo per i giovani. Il chiuso Museo della Ceramica di Calabria ha una collezione di preziosa ceramica calcidese reggina figurata del VI a.C., oltre nuclei rari delle culture sveva, angioina, aragonese, borbonica, fino ai manufatti dei 30 centri di produzione di Calabria Citra e Ultra che costituiscono l'unico repertorio completo. Riattivando il vicino laboratorio di ceramica, chiuso da anni, potrebbe essere una nuova opportunità di occupazione giovanile, partendo dagli esempi autoctoni (con diversità morfologiche, funzionali, decorative e di nomi che riflettono multietnicità e multilinguismo) potrebbe nascere un artigianato di tradizione da offrire ai potenziali turisti.

Un museo diffuso riorganizzato in rete da offrire (su base di convenzioni) agli operatori turistici che transitato sull'autostrada, possono uscire a Cs nord per trascorrere una giornata, inducendo la riapertura degli esercizi commerciali, potrebbe essere concreto "motore trainante". In parallelo creare le condizioni di attrazione per gli universitari, strategia complessa dove più fattori si addizionano per assecondarne le aspettative. Navette gratuite Arcavacata- Rende centro storico, decentramento di corsi e lezioni, conferenze, incontri con pittori, scrittori, studiosi, concerti, giornate di riscoperta del patrimonio. Come già sperimentato, aggregazione in commistione tra vita quotidiana ed esperienze culturali attraverso la realizzazione di strutture polifunzionali orientate anche al cibo, musica, party a tema per ogni nuova mostra, serate gourmet e brunch domenicali, dancefloor, zona bar con genere musicale più adatto all'artista a cui si dedica la serata e dress-code a tema. Concerti e performance, installazioni, proiezioni e video-artisti, originalità e diversità. Solidarietà ed inclusione sui valori dell'intergenerazionalità anche con il divertimento su modello tedesco e austriaco della Kunsthalle che hanno sperimentato con successo format espositivi e comunicativi.

Il castello era contenitore d'arte dal '500 all'800, quando da fortezza divenne residenza, le sue pareti accoglievano la quadreria Alarcon de Mendoza, la sua tradizionale vocazione museale risponde al senso di reciprocità basato sulla mutualità in cui l' arte crea uno spazio ambientale, con un adattamento ai volumi qui snaturati all'adattamento ad uffici che hanno cancellato gli elementi identitari interni (oltre la creazione impropria di corridoi e superfetazioni) nella stessa misura in cui l'ambiente crea l'arte.

Ricorre l'anno Europeo del Patrimonio Culturale che lo definisce come fonte condivisa di memoria, comprensione, identità, dialogo, coesione e creatività che abbraccia un ampio spettro di risorse ereditate dal passato, in tutte le forme e gli aspetti – materiali, immateriali e digitali – inclusi i monumenti, i siti, i paesaggi, le competenze, le prassi, le conoscenze e le espressioni della creatività umana, nonché le collezioni conservate e gestite da organismi pubblici e privati, il motto è "dove il passato incontra il futuro". Nel castello di Rende le tensioni estetiche del nostro tempo sono il prolungamento delle espressioni artistiche e culturali delle epoche passate, anche se in forme diverse, coniugarle significa promuovere e sviluppare un senso di questa continuità proiettata verso il futuro".

Roberto Bilotti