Catanzaro
 

"Quinta Bolgia", Pino Galati non risponde al Gip e nega contatti con la criminalità organizzata

galatipino 500Ha negato qualsiasi contatto con la criminalità organizzata e si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip di Roma che lunedì mattina lo ha interrogato. E' quanto fatto dall'ex parlamentare Pino Galati, agli arresti domiciliari dopo il suo coinvolgimento nell'inchiesta "Quinta Bolgia" che ha squarciato il velo su una situazione di dominio, da parte delle cosche locali, sulla sanità ed in particolare sull'ospedale di Lamezia Terme.

Appalti, servizio ambulanze e persino le pompe funebri: tutto era affare della 'ndrangheta.
L'accusa nei confronti dell'ex parlamentare e' di abuso d'ufficio aggravato dalle modalita' mafiose. Insieme a Galati sono finiti agli arresti domiciliari, tra gli altri, Luigi Muraca, componente del Consiglio comunale di Lamezia sciolto nel 2017 per infiltrazioni mafiose; l'ex direttore generale dell'Asp di Catanzaro, Giuseppe Perri; Giuseppe Pugliese, direttore amministrativo dell'Asp sino all'ottobre del 2017, ed Eliseo Ciccone, gia' responsabile del Suem 118 ed ora destinato ad altro incarico. I difensori di Galati, Francesco Gambardella e Salvatore Cerra, hanno presentato, intanto, istanza di riesame al Tribunale della liberta' di Catanzaro.