Catanzaro
 

Maida (Cz), si è svolto il Congresso costitutivo della Fillea-Cgil “ Area Vasta” Cartanzaro-Crotone-Vibo Valentia

Si è svolto ieri a Maida il Congresso Costitutivo della Fillea-Cgil " Area Vasta" Cartanzaro-Crotone-Vibo Valentia, federazione sindacale della CGIL che rappresenta i lavoratori edili e dell'industria del legno. La nuova struttura, che si è costituita, è frutto del percorso congressuale che le Cgil di Catanzaro- CrotoneVibo Valentia e la Cgil Calabria, con le categorie di settore stanno portando avanti nell'aria centrale della Calabria. Tale percorso che si concluderà il 18 e 19 Ottobre 2018 con il Congresso Costitutivo della Cgil " Area Vasta" Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, che darà vita ad unica struttura. Al centro del dibattito la crisi del settore, i ritardi infrastrutturali e lo sviluppo del territorio, erano presenti il segretario generale della Fillea-Cgil Nazionale Alessandro Genovesi e il Segretario Generale della Cgil Calabria Angelo Sposato e i Segretari Generali Cgil Comprensoriali Raffaele Mammoliti, Raffaele Falbo e Luigino Denardo e dai segretari Fillea Luigi Veraldi , Antonio Scigliano e El Afia Abdel Ilah. La platea congressuale, composta da 54 delegati in rappresentanza degli scritti nell'ambito delle provincie di Catanzaro_Crotone_Vibo Valentia, che ha eletto all'unanimità segretario generale della Fillea Cgil "Area Vasta", il già coordinatore Enzo Scalese, segretario generale uscente della Fillea-Cgil di Catanzaro. I lavori sono stati sospesi osservando un minuto di silenzio, per esprimere cordoglio e vicinanza alla famiglia scomparsa nei tragici eventi alluvionali di San Pietro Lametino.

Nel delineare gli indirizzi sindacali futuri, della nuova struttura, il segretario generale ha ribadito di voler continuare l'azione virtuosa già portata avanti in questi anni, avendo costruito una grande categoria sindacale rilevante, sia in termini di rappresentatività che di iniziative sindacali a tutela degli occupati e del rilancio del settore dell'edilizia, che ancora oggi sconta una perdita su livello nazionale di 600.000 addetti rispetto al 2008, anno di inizio della crisi, pari ad una riduzione sui territori di Catanzaro-Cotone e Vibo Valentia del 49%. Per smuovere tale situazione, di forte criticità e ridare un minimo di respiro all'occupazione del settore è necessario, attivare azioni verso i soggetti pubblici committenti di infrastrutture, molte delle quali già finanziate e da finanziare ma delle quali molte ancora non cantierizzate e senza una progettazione esecutiva. Se riuscissimo ad agire verso tutti i soggetti pubblici, non solo l'Anas, Rfi, e Regione Calabria, ma anche tanti enti locali affinché queste risorse diventino opere cantierizzabili e nel contempo riuscissimo a riaprire i cantieri sospesi, potremmo non solo dare occupazione significativa agli addetti del settore dell'edilizia, ma ridurremmo anche i tempi per dotare di infrastrutture la nostra regione, rendendo inoltre fruibili tali opere come beni comuni che rappresentano il patrimonio materiale dalla collettività.

Per colmare il gap infrastrutturale che vive in Calabria e l'intero Mezzogiorno servono idee e investimenti. In una totale assenza di programmazione da parte del governo regionale e con la chiusura dell'intervento straordinario si è smesso di pensare a una programmazione per il sud, soprattutto nella evidente inadeguatezza della classe dirigente. Se pure le risorse ci sono, ma non vengono spese o addirittura disperse in tanti interventi che non hanno ricadute sullo sviluppo del territorio. Ecco perché, occorre cominciare a ragionare sul tema degli investimenti e del ruolo degli investitori pubblici: mobilità innovativa a basso impatto ambientale e la messa in sicurezza del territorio , sono le priorità nell'attesa delle grandi opere, e sono le uniche risposte a un possibile sviluppo dei nostri territori e del Mezzogiorno".