Catanzaro
 

Acqua, Uil e Uiltec: "Riorganizzazione sistema si è arenato"

"A valle di un lunghissimo ed incomprensibile travaglio, la Legge regionale n. 18 del 18.5.2017, recante 'Disposizioni per l'organizzazione del Servizio Idrico Integrato' che istituisce l'organizzazione della gestione del servizio idrico integrato, e l'Autorità Idrica della Calabria (AIC), l'ente di governo dell'ambito territoriale ottimale per il servizio idrico integrato comprendente l'intera circoscrizione territoriale regionale hanno visto finalmente la luce. Dopo lo sprint iniziale, il percorso di questo processo di riorganizzazione del sistema idrico calabrese, che rappresenta una grande opportunità per la nostra regione, per risolvere le ataviche questioni del settore, a partire dalla depurazione degli scarichi; sembra essersi completamente arenato". Lo affermano in una nota i segretari generali della Uil Calabria Santo Biondo e della Uiltec Calabria Gino Campana. "Si è ripiombati infatti - proseguono - nelle cattive abitudini di un passato calabrese 'sfortunato' fatto di 'si dice' e di 'ho sentito', un modus operandi che in questi anni ha declassato un tema così importante, come quello della gestione delle acque, da questione di rilevanza pubblica a vicenda tra 'privati'. E nonostante la richiesta di incontro che come sindacato abbiamo inoltrato alla Regione per un approfondimento sul tema, tenuto conto che il 18 giugno si è riunita la AIC; ad oggi, purtroppo, non è dato sapere quale sia lo stato dell'arte del servizio idrico integrato calabrese. Un silenzio da parte del presidente Oliverio che rischia di scontrarsi con le lamentele che iniziano ad alzarsi da parte dei comuni e dei cittadini, soprattutto con l'inoltrarsi della stagione estiva.

La penuria d'acqua, che rappresenta una delle risorse naturali regionali sino ad oggi sprecata, dovuta essenzialmente alle reti fatiscenti e, soprattutto l'inefficienza del sistema depurativo, restano per la Calabria degli impedimenti al raggiungimento, di quel sogno turistico, che per la nostra regione continua a rimanere una chimera. Ai calabresi e non solo, rimbomba ancora negli orecchi quel 'mare da bere', spot così tanto reclamizzato in campagna elettorale, da questo governo regionale. Il presidente della giunta regionale, a tre anni di distanza dall'inizio della legislatura, non ha affrontato ancora, un tema cruciale per la vita della Calabria ovvero quello che attiene ad una necessaria e non più rinviabile riorganizzazione delle società pubbliche regionali, il cui concreto efficientamento a partire dalla Sorical potrebbe dare un forte contributo alla crescita del nostro territorio. Per sua fortuna il sistema idrico non è ancora andato in crisi ma solo per l'abnegazione e la professionalità di chi opera in Sorical. Nonostante una organizzazione del lavoro ancora lontana da quella ottimale, senza un organigramma definito, con turni di lavoro assurdi e carenze di personale su dighe ed impianti di potabilizzazione, i lavoratori continuano a tirare la carretta e cercano, nei limiti delle loro possibilità, di evitare guai maggiori alla stessa Società ed ai calabresi. Questa cosa però non può continuare all'infinito mettendo spesso a rischio anche l'incolumità degli stessi lavoratori. Una Società in liquidazione da tempo, che continua ad avere al suo vertice due liquidatori, uno per la parte pubblica ed uno per la parte privata, non può programmare nulla". "Se la Regione non prende l'iniziativa di liberarsi del socio privato, che ancora decide e sta seduto sul ponte di comando, con spese mica da ridere - concludono Biondo e Campana - si continuerà sempre a navigare a vista ed anche le buone intenzioni della legge regionale sul ciclo idrico integrato e l'autorità idrica formatasi. Ciò che chiediamo da diverso tempo al governo regionale per il settore idrico calabrese, non rappresenta una rivoluzione, ma consiste semplicemente nell'attuare quanto in altre parti del paese è assoluta normalità, nell'interesse dei calabresi e dei lavoratori e delle lavoratrici di Sorical".