Catanzaro
 

Oliverio a Catanzaro: "Noi estromessi dalla sanità, chiedo di incontrare Ministro Grillo"

oliveriocatanzaro120718"Io non faccio polemica e non chiedo potere, semplicemente constato un'amara realta'". Lo ha affermato il presidente della Regione, Mario Oliverio, intervenendo a un dibattito organizzato dalla Cisl a Catanzaro, con riferimento alle polemiche sul commissariamento della sanita' calabrese. "Il presidente della Regione Lazio Zingaretti - ha sostenuto Oliverio secondo quanto riporta l'agi - ha avuto la responsabilita' di governare la sanita' della sua regione, a differenza di quello che avviene in Calabria, e, assumendo le responsabilita' come puo' fare chi chiede e ottiene consenso ha ottenuto risultati. Noi invece siamo stati espropriati di questo potere. E non dico questo per fare vittimismo o per fare scarico di responsabilita', tutt'altro, constato soltanto che una scelta fatta dal governo e approvata dal Parlamento si e' rivelata inadeguata. E non posso essere tacciato di spirito di parte, perche' - ha proseguito il governatore - questa battaglia la sto facendo a partire dai governi Renzi e Gentiloni. Ora si impone un'iniziativa, perche' ancora ci si sta attardando a ridurre il dibattito a un duello tra Oliverio e Scura, ma non e' cosi'. Si chiami Scura o in un altro modo, non e' questo il punto: io sto parlando di sistema. Questo limite - ha concluso Oliverio - c'e' stato, da parte delle forze politiche ma anche sociali, come se ci fosse solo una lotta di potere, ma non e' cosi'".

"Non c'e' finora nessun segnale dal governo. Ho chiesto un incontro al ministro della Sanita', ho gia' posto il problema della particolare situazione di difficolta' della sanita' calabrese: attendo questo incontro per poter illustrare nel merito la gravita' della situazione".

"Per quanto riguarda il sistema sanitario calabrese ritengo che dobbiamo partire dalla realtà. E la realtà è che noi viviamo un'esperienza che ha messo, dal 2010, in capo alla gestione commissariale di nomina governativa il Piano di rientro dal debito sanitario. I risultati di questa esperienza che dura da 8 lunghi anni ci conducono ad una chiara valutazione: l'istituto del commissario ha sostanzialmente fallito il suo compito".

"I dati più significativi che sintetizzano la situazione attuale – ha specificato Oliverio – ci dicono che i Livelli essenziali di assistenza sono 13 punti al di sotto dei 160 che è la media nazionale, che c'è una aumento del 33 per cento per la mobilità passiva secondo i dati al 31 dicembre 2017 e che le liste d'attesa sono aumentate. Questa purtroppo è un'amara realtà. E noi siamo stati espropriati del diritto di governare per cercare di cambiarla questa realtà".
Il presidente Oliverio ha anche parlato delle eccellenze in sanità ed ha ricordato il Centro protesi e riabilitazione di Lamezia Terme: "un servizio unico nel Sud punto di riferimento per l'intero bacino del Mediterraneo, concepito nel 1996 e mai realizzato e che in tre anni noi abbiamo ripreso e inaugurato ieri", la cardiochirurgia di Reggio Calabria: "completata da 5 anni e mai avviata. Ora, finalmente, funziona".

Il presidente, dopo aver evidenziato che il turnover è stato sbloccato con una delibera di Giunta, ha tranquillizzato sul fatto che non saranno aumentate le tariffe ed ha parlato degli investimenti della Regione per l'edilizia sanitaria, della gara per l'affidamento della progettazione dell'ospedale Morelli che parte in questi giorni, dell'accordo per l'investimento per l'ospedale di Catanzaro, delle risorse stanziate per l'ospedale di Crotone e di Lamezia Terme e dei 245 milioni di euro del Patto per la Calabria per l'ospedale di Cosenza.
"Penso che in questi anni accanto al contenimento della spesa non ci sia stato anche un rafforzamento delle prestazioni sanitarie. Durante la gestione commissariale sono stati effettuati tagli lineari che hanno indebolito il sistema sanitario. Ed è solo grazie alle professionalità che lavorano nelle strutture che si è riusciti a garantire i servizi alla popolazione. Ora credo sia necessario andare avanti con iniziative di confronto come questa di oggi per costruire un fronte unitario e spezzare questa spirale che tiene la Calabria in ritardo nel settore sanitario".
L'iniziativa, coordinata dal giornalista Antonio Cantisani, si è svolta nella Casa delle culture della Provincia di Catanzaro.

Anche il segretario Tramonti ha messo in evidenza come "con il regime di commissariamento di Piano di rientro in questi anni non si è prodotto quasi nulla in termini di rilancio del sistema sanitario regionale. Si è puntato quasi esclusivamente a ridurre i costi, ma questo ha comportato sacrifici enormi per i calabresi: tanta mobilità fuori regione per oltre 300 milioni all'anno, una medicina territoriale quasi inesistente, liste di attesa infinte. Oggi chiamiamo a raccolta e a responsabilità i vari attori in campo. È necessario che ci si metta attorno a un tavolo e si affrontino i nodi della sanità calabrese. Come Cisl – ha detto infine Tramonti - riteniamo che si deve lavorare per superare il commissariamento".

Alla manifestazione della Cisl sono inoltre intervenuti: il presidente dell'istituto Demoskopika Raffaele Rio che ha illustrato gli indici di performance sanitaria; il segretario confederale Cisl Ignazio Ganga il quale ha riferito di aver chiesto alla neo ministro Grillo un incontro "per confrontarci su alcuni temi che ci preoccupano molto, perché continua un processo di disinvestimento e di diseguaglianza che creano discrasie pesantissime tra le Regioni, soprattutto tra quelle del Mezzogiorno, e il resto d'Italia"; Maurizio Zampetti della Federazione Cisl medici che ha rimarcato quanto "i Piani di rientro abbiano fatto danni dappertutto creando un ulteriore solco sulle prestazioni che non vengono più erogate".

"Il modello della sanità commissariata in genere non può funzionare perché insiste maggiormente sugli aspetti economici e meno sul potenziamento delle prestazioni, acuendo così la mobilità passiva che è il grosso problema delle sanità in piano di rientro. Questo allarga le discrasie tra le regioni del Mezzogiorno, come la Calabria e quelle del Settentrione. Una disuguaglianza su cui si deve necessariamente intervenire partendo dal territorio e non dagli ospedali e dalle governance". Lo ha detto Ignazio Ganga segretario confederale Cisl.

"La Calabria, secondo i dati di Demoskopika, è tra le regioni malate d'Italia, per quanto concerne l'indice di performance sanitaria. Gli indicatori della "salute" per la sanità, sono 8 e vanno dalla soddisfazione dei servizi sanitari, alla mobilità attiva e passiva, ai costi della democrazia sanitaria, cosiddetti indicatori sensibili. "Il dato positivo per la Calabria - ha spiegato Rio - è che per la prima volta negli ultimi due anni la lascia l'ultimo posto, questo perché per esempio, per quanto riguarda i costi della democrazia sanitaria, i costi dei manager, ci sono stati dei tagli, cosa che ha consentito alla regione di fare qualche piccolo passo in avanti. Migrazione sanitaria, parliamo di oltre 60mila ricoveri all'anno. Oltre 300 milioni di euro annui. Ci sono, poi, circa 74mila nuclei familiari calabresi piombati in una condizione di disagio economico a causa delle spese sanitarie, a volte impreviste, e questo è un dato importante sul quale la politica deve assumere decisioni. Solo due calabresi su dieci, inoltre, manifestano soddisfazione nei confronti del servizio sanitario il dato medio è intorno al 38%. Se pensiamo che in Trentino il livello medio è di circa il 65%, questo la dice lunga".