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Reggina: quando il sindaco viene scambiato per uno sceriffo...

falcomatapraticodi Paolo Ficara - L'ultima porta a cui bussare. Tra il fischio finale di Brasile-Messico e quello iniziale di Belgio-Giappone, un notorio amante del calcio come Mimmo Praticò si è recato a Palazzo San Giorgio per incontrare il sindaco Giuseppe Falcomatà. Sarebbe partita la richiesta informale di un intervento sulla questione Sant'Agata, ormai sfilato da sotto il naso alla Urbs Reggina 1914 da parte del Tribunale.

Ora, a meno che il primo cittadino non voglia trasformarsi in uno sceriffo fuorilegge, fatichiamo ad immaginare una risposta positiva.

Incomprensibili le rimostranze di Praticò. È moroso, e deve ancora ottemperare al decreto ingiuntivo per il mancato pagamento al Tribunale dell'affitto annuale di Sant'Agata e marchio, peraltro scaduto da tre giorni. Avrebbe potuto partecipare al nuovo bando per il fitto, solo a condizione di saldare le pendenze: non lo ha fatto, preferendo attendere un'eventuale assegnazione alla famiglia Romeo per intavolare un'intesa fra privati. Il bando è stato regolarmente aggiudicato da un altro concorrente, che a quanto ci risulta non sta chiedendo la luna per concedere un campo ed uno spogliatoio.

Per amor di patria, evitiamo di dedicare troppe righe all'uso che viene fatto in questi giorni dello stesso centro sportivo, da parte di chi non possiede da tre giorni nessun appiglio legale per rimanerci dentro.

Si può discutere all'infinito sulle intenzioni di chi si è aggiudicato il bando, specie con riferimento alla creazione di un campo da tennis lì dove hanno tirato i primi calci dei ragazzi approdati in Serie A o in Nazionale. Ci sono stati vari check-point utili per prendere altre strade, si è preferito andare allo scontro con il Tribunale. Chi è causa del proprio mal, pianga sé stesso.

In settimana è previsto l'incontro tra la Asd Magna Grecia di Antonio Girella e la Urbs. Ribadiamo il nostro pensiero: il Sant'Agata non è il primo dei problemi. Due mesi e mezzo fa, si è preferita la singolar tenzone a colpi di pec con chi era venuto per togliere il fardello dalle spalle. Se adesso c'è bisogno di bussare al politico di turno per allenarsi a zero spese, probabilmente è giunta l'ora, tra una partita e l'altra dei Mondiali, di riflettere se sia il caso di limitarsi, col calcio, solo alla televisione.