Calcio
 

Reggina: gli abbonamenti sono preziosi, così come il silenzio è d'oro

brancapraticotaibidi Paolo Ficara – Quando non sai cosa fare, stai fermo. Se le istituzioni cittadine si fossero dimostrate sagge, nel 2015, all'atto della mancata iscrizione della Reggina Calcio, oggi non ci troveremmo in mani inadeguate. Col senno di poi. Sul momento, la spinta popolare ha indotto tutti in errore, nessuno escluso. Dopo tre anni di nulla calcistico e di battibecchi da condominio di periferia, perennemente conditi da stucchevoli omaggi all'avversario, bisogna cogliere l'attimo per imprimere una svolta.

Un po' di saggezza, però, è quanto mai necessaria. Tra qualche ora, la Reggina presenterà la campagna abbonamenti per il campionato di Serie C 2018/19. All'indomani della promozione del Cosenza, annunciare obiettivi a mezza bocca o recitare la parte dei modesti, sarebbe controproducente. Ergo, modificando di poco l'incipit: quando non sai cosa dire, taci.

Alla conferenza di presentazione, durante la quale sarà lecito attendersi una riapertura della gradinata, la presenza di ogni singolo giornalista andrà considerata come un onore. Un onore dovuto alla Reggina e a ciò che continua a rappresentare. Nessuno si azzardi a proseguire sulla scia di ingiustificati ed ingiustificabili improperi a microfono acceso, creando schieramenti e divisioni oltre che screditando gratuitamente l'operato giornalistico agli occhi del tifoso. Il villaggio c'è sempre stato.

Non sarà l'importante occasione persa ad aprile, di cui è lecito e sacrosanto darne notizia senza dover ricevere strali da chi non è preposto a smentire, a distrarci da una realtà che non desideriamo essere ancora amara. Fossero stati gli svizzeri ad assumere Taibi e Cevoli, avremmo esultato. Si guarda l'azione, la scelta in sé, non chi la compie. Bravo chi l'ha compiuta.

Adesso, se Taibi riuscirà a prendere gli obiettivi prefissati pagandoli meno del preventivato, e se Cevoli riuscirá a far nitrire anche chi cavallo non è, la soddisfazione sarà doppia. Per la proprietà, per la dirigenza, per la tifoseria. Per i giornalisti, stanchi di doversi complimentare con gli altri. La chiesa ritornerà da sola dove deve stare, se si parlerà solo di religione senza che nessuno si senta Gesù Cristo.

Un'altra gradevole novità, potrebbe essere rappresentata dalla rimozione del pleonastico suffisso Urbs dalla denominazione societaria. Sperando sia accompagnata dal mantenimento del marchio.