Calcio
 

La Reggina ed il 2018: un nome ed un marchio da mettere in mani più affidabili

reggina-calciologodi Paolo Ficara - Dopo la buona fine, ci sarà anche un buon principio? Il 2018 della Reggina si aprirà, in senso puramente calcistico, il prossimo 21 gennaio al 'Granillo' contro la Paganese. Forse è un bene questo lungo stacco, dopo la sofferta vittoria di Catanzaro, utile ad interrompere la serie nera. Già, perché le polemiche e soprattutto le problematiche non svaniscono nel nulla. E nell'immediato dopo-gara, si è registrata l'ennesima perdita di umiltà.

Il punto di vista di Agenore Maurizi, che a caldo ha dato i meriti della vittoria a Giuseppe Praticò, non fatichiamo a comprenderlo. Seriamente: per lui è difficile trovare un altro capo che, oltre a non esonerarlo, gli prolunga il contratto e lo difende a spada tratta al cospetto di una squadra intera. Roba da riconoscenza eterna. Un presente ad ogni Santo Natale, ci sembra il minimo.

Di fronte ai primi complimenti pubblici della sua fin qui brevissima carriera da proprietario/dirigente, Giuseppe Praticò avrebbe dovuto incassare la vincita e scappare. E invece no.

"Noi le partite le giochiamo fino all'ultimo ... complimenti ai nostri ragazzi che hanno dimostrato sacrificio e abnegazione , complimenti a tutti NOI per essere rimasti uniti in un momento così delicato ......
Buon Anno a tutti i Veri Tifosi Amaranto. Per gli altri ..... abbiate pazienza!!". Questo il post apparso sulla sua bacheca facebook, a poche ore dallo 0-1 di Catanzaro.

Se Praticò jr ha dimostrato (finalmente, e dopo due mesi di buio totale) una capacità diplomatica tale da sopire, speriamo sotto forma di panacea e non di palliativo, i mali che affliggevano la Reggina, ne siamo ben felici. Da troppo tempo, all'interno della stanza dei bottoni non si forma una figura giovane, capace di far rigare dritto tutti quanti. Pieno diritto anche nel battere le dita sulla tastiera, se per settimane si è tenuto dentro qualcosa. Ma la distinzione tra "Veri Tifosi" e "altri", pur rileggendola svariate volte, considerando i due tipi di auguri diversi, non può non suonare come una fragorosa caduta di stile.

Delle due, l'una. O Praticò jr era in ritiro spirituale in Tibet quando la Reggina, in Serie A (Serie A), perdeva 0-3 in casa col Brescia (c'era un tizio col codino) ed al 'Granillo' veniva smontata mezza curva; oppure, se ritiene che nessuno possa muovere critiche anche feroci dopo le cocenti sconfitte con Akragas, Sicula Leonzio e Rende, forse farebbe meglio a spendere le proprie risorse per la squadra di basket in carrozzina.

Dopo 6 sconfitte in 7 partite in Serie C, dopo il momento storicamente più basso, è bastata una vittoria per alzare la cresta e dividere la lavagna con buoni e cattivi. Chissà chi erano i veri tifosi, all'incirca due anni fa, quando il rigore di Colica in una partita tra allievi consentiva di vincere il "derby con la Reggina". Reggio Calabria eravate. E se non vincerete il bando, Reggio Calabria tornerete ad essere.

Il 2018 dovrà portare tre cose. Il mantenimento della categoria, per il titolo sportivo che attualmente rappresenta la città. Il gruzzolo più ingente possibile dalla vendita di Bianchimano, per la srl che ha in mano il sopracitato titolo. Ma anche la cessione definitiva di nome e marchio della Reggina Calcio.

In tal senso, il Tribunale non ha intenzione di venir meno alle proprie responsabilità. Speriamo gli faccia eco la politica, dato che ci si è legati a doppio filo con la Città Metropolitana, con lo scopo di prolungare la concessione del Sant'Agata e rendere più appetibile il bando. Il giocattolo va levato dalle mani di chi sta continuando a smontarlo, pezzo dopo pezzo.