Calcio
 

Reggina: si prepara il fuggi-fuggi in vista di gennaio

logo1914di Paolo Ficara - Il pesce puzza sempre di più. Le pesanti sconfitte con Akragas e Sicula Leonzio meritano una spiegazione molto più ampia, rispetto a quella fornita dai tesserati della Reggina nei vari interventi in conferenza. Da giornalisti è un paradosso invocare il silenzio stampa, ma in questi casi tacere è molto meglio che aggravare la situazione con uscite fuori luogo. Come quella in cui si è annunciato il rinnovo dell'allenatore, dopo una sconfitta contro il derelitto Akragas. Chissà quali ricompense si attenderanno adesso i calciatori, per le tre pere incassate al 'Granillo'.

Scrivere che lo 0-3 sia la risposta al rinnovo di Maurizi, non significa individuare nel tecnico la principale causa degli attuali problemi. Prima di lui viene il vertice societario, i cui improperi verso i calciatori della Reggina erano entrati nei microfoni delle telecamere, a Siracusa, per poi proseguire dopo il triplice fischio. L'aria da pesante è diventata irrespirabile, grazie all'atteggiamento tutt'altro che oxfordiano di chi si dovrebbe finalmente rendere conto di essere un presidente, e non un tifoso. Anche perché se i tifosi (o ancor peggio i giornalisti), dall'esterno, si dovessero permettere di additare la squadra come ha fatto Praticò anche nella sala stampa del 'De Simone', apriti cielo. Provate a scrivere le stesse frasi su Facebook, se volete toccare con mano cosa significhi la parola dittatura.

Cosa dire di Maurizi? Tecnico preparato sopra la media, tra agosto e settembre ci siamo chiesti cosa ne avesse frenato la carriera. Continuiamo a non darci risposta. Sarà il carattere? Forse vorrebbe maggior supporto dalla società nella gestione del gruppo? Tendenza a far girare l'economia? Non lo sappiamo, ma con un contratto fino al 2019 deve essere lui per primo a non cullarsi.

Cosa dire di quel dirigente che, martedì scorso, ha invitato a cena cinque calciatori? L'occasione è servita per confermare l'inutilità della propria presenza, oppure per dettare l'atteggiamento da tenere in campo contro la Sicula Leonzio? Propendiamo per la prima ipotesi.

Tutto sommato, riusciamo a metterci nei panni dei calciatori. Molti dei quali, sono pronti a chiedere la cessione a gennaio. Non giustifichiamo l'atteggiamento molle delle ultime partite, altresì non possiamo credere che si siano rimbecilliti tutti di colpo. La società ha preferito urlare, anziché analizzare le cause della scarsa sintonia tra squadra e tecnico. Ammesso che se ne fosse accorta, di questa scarsa sintonia. Sarebbe stato opportuno chiamarli uno per uno, nel chiuso di una stanza. La fiamma è diventata un incendio di vaste proporzioni, il calciomercato ormai è l'unico pompiere.

In attesa del fuggi-fuggi, ci sono da disputare tre partite in cui si spera di staccarsi da quota 18. Stiamo parlando della Reggina. Entità che dovrebbe interessare a tutti coloro che ci girano attorno. Il bene supremo. Non una passerella, o una vetrina. Rimangono tre punti di margine sulla zona playout, l'obiettivo (dichiarato) della salvezza è ampiamente alla portata. La Reggina, per certe figure "professionali", è troppo. Per chi ce l'ha a cuore, è tutto.