Corbelli (Diritti Civili): “Basta con bollettino di guerra nuovi contagiati. Si tratta di un dato, spesso distorto e fuorviante”

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, condivide l'appello della virologa dell'ospedale Sacco di Milano, Gismondo, che ha proposto di non comunicare più il numero delle persone positive, perché "scientificamente è un dato sporco, che rischia di falsare le cifre e condizionare la psiche e il comportamento delle persone". Corbelli chiede per questo alla Protezione Civile di porre fine alla comunicazione quotidiana del numero dei nuovi contagiati, perché "si tratta, in effetti, di un dato, distorto e fuorviante, senza alcuna valenza statistica e scientifica, legato esclusivamente al numero dei tamponi effettuati quotidianamente, che serve solo a creare ulteriore panico nella popolazione. Anziché comunicare continuamente il numero dei contagiati è importante proteggere, con tutti i dispositivi necessari, tutti gli operatori sanitari(e quelli degli altri settori impegnati quotidianamente), fare più tamponi possibili e curare tutti i malati". "Non va assolutamente nascosto nulla, trasparenza assoluta, ma va fatto il tutto responsabilmente e con un risultato e fine positivi, pensando che questa epidemia prima o poi è destinata a finire. Ci auguriamo, e sono personalmente convinto che sarà così, il più presto possibile. Bisogna per questo subito interrompere il bollettino di guerra quotidiano non dando più il numero dei nuovi contagiati, perché si crea soltanto ulteriore paura nella popolazione,essendo il dato assolutamente travisato e senza alcun valore statistico e scientifico, in quanto è relativo solo al numero dei tamponi che viene effettuato ogni giorno, afferma Corbelli. Ci si deve limitare esclusivamente a dare dati certi che sono il numero dei ricoverati, dei guariti e dei decessi. Per i nuovi contagiati va correttamente data sola la percentuale e il trend. Senza quel bollettino terrificante quotidiano dei nuovi contagi, regione per regione. Relativamente ai nuovi casi accertati vanno segnalate e comunicate semplicemente le criticità dei luoghi e delle situazioni acclarate. Ad esempio se c'è una situazione di crisi e di contagio in un paese e in una casa di riposo non serve dare i numeri dei contagiati ma limitarsi a segnalare quella situazione di criticità. Ma senza bollettini di guerra, allarmanti, spesso equivocati e devianti. Quello che invece sta succedendo è che si aspetta ogni giorno questo bollettino con ansia e trepidazione. E questo, in una situazione drammatica come quella attuale, non fa altro che accrescere preoccupazione e ansia nella gente, costretta a restare a casa".