Dl Calabria, le perplessità delle associazioni dei pazienti: “Preoccupati per effetti sulla qualità dell’assistenza”

medici500"Decreto Calabria: assistenza in reparti specialistici e pronto soccorso affidati ai medici specializzandi ancora privi di titoli formativi". Dopo la "rivolta dei docenti partita da Napoli alla vigilia della discussione del decreto nell'Aula del Senato ora si leva anche la voce delle associazioni di pazienti cronici, emofilici nefropatici, dializzati e trapiantati. Ansie e preoccupazioni espressi sulla qualita' dell'assistenza", come e' scritto in una nota. In particolare Clemente Montuori vicepresidente dell'associazione Arce (Associazione regionale campana emofilici), in una lettera indirizzata a Carlo Ruosi docente titolare della scuola di specializzazione in Ortopedia e coordinamento Ortopedia-Emofilia dell'Universita' Federico II di Napoli chiede rassicurazioni "su una legge che prevedera' l'assunzione negli ospedali pubblici di medici non ancora specialisti ma ancora in corso di formazione" per colmare le note carenze di organico di tutti gli ospedali. "Lei conosce le nostre criticita' della patologia e quali possono essere le difficolta' di un emofilico nei rapporti con un ospedale pubblico - scrive Montuori - ci puo' dunque rassicurare sul fatto che la possibilita' di incontrare sul nostro cammino medici non ancora in possesso del titolo completo non infici le capacita' di gestione e approccio a patologie complesse come quella che rappresentiamo"? Ansie che fanno il paio con quelle espresse in queste ore dai pazienti nefropatici e trapiantati dell'Anerc preoccupati che i pazienti possano essere assistiti da personale non ancora all'altezza.

"Gia' siamo preoccupati per i pazienti che erano seguiti dall'ospedale Incurabili - scrive in una nota il presidente Rosaria Napoli - che da circa 3 anni hanno man mano subito un disfacimento fino alla chiusura per il trasferimento di un medico che seguiva i pazienti con grande professionalita' e competenza. Due anni fa ha chiuso per mancanza di personale anche l'ambulatorio del Vecchio Pellegrini. A chi deve rivolgersi un paziente trapiantato per i controlli? Da giovani specializzandi. Saremo costretti a fare viaggi della speranza che la regione Campania che poi dovra' rimborsare? Abbiamo bisogno di medici competenti - conclude l'Anerc - che capiscano al 100% le problematiche legate al post trapianto, nulla togliendo agli specializzandi ma non siamo disposti a fare da cavie per l'apprendistato di medici che devono apprendere il mestiere". Intanto nel mondo universitario si delineano due anime rispetto al decreto Calabria: da un lato la conferenza dei presidi di Medicina che, dopo il vertice al ministero con il titolare del dicastero Giulia Grillo invita a essere puntuali con la circolare esplicativa promessa dal ministro che dovrebbe dare attuazione al decreto con i correttivi promessi. Dall'altro quella rappresentata da alcuni docenti campani come Maria Triassi, ordinario di Igiene della Federico II e Ludovico Docimo Ordinario di Chirurgia dell'Ateneo Vanvitelli che continuano a battere invece sul tasto della palese incostituzionalita' del decreto chiedendo a gran voce interventi correttivi al Senato suonando l'allerta anche per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Linea sposata anche da Giorgio Minotti preside dell'Universita' Campus biomedico di Roma secondo cui il nodo della carenza di personale puo' essere affrontato solo con un apposito decreto legislativo pensato e condiviso dal confronto con il mondo della formazione.