La Fp Cgil: “Centri per l’impiego? I 5 Stelle violano il silenzio elettorale”

"Il Meetup 5 Stelle vuole la verità sui dipendenti stabilizzati ai CPI del territorio della Città Metropolitana di Reggio Calabria, asserendo in sottinteso che dietro la procedura di stabilizzazione, in capo alla Regione Calabria, che ha riguardato i 60 precari quasi ventennali, passati per più selezioni e concorsi pubblici, ci siano favoritismi o imbrogli. Preoccupa molto che chi governa il Paese sia ignorante riguardo le leggi in vigore che sono state applicate puntualmente in tutta Italia, ed è bene sottolineare, dalle Amministrazioni Regionali.

Non solo, fa riferimento, pur citando il Decreto Madia, ma omettendo le norme della legge di stabilità 2017, alla stabilizzazione di personale con incarichi politici non sapendo forse che chi dipende da un ente, pur se in aspettativa, non perde le prerogative di lavoratore e quindi rientra nelle procedure di trasformazione del rapporto di lavoro che la legge stabilisce erga omnes, ma peggio ancora fa riferimento a sindacalisti, (facendo ancora un errore perché sono uno CISL e l'altra CGIL) che ricoprono ed hanno ricoperto incarichi di componenti della Rappresentanza unitaria di base (RSU) eletta da tutti i lavoratori e che bene hanno fatto, nell'esercizio del loro mandato, a rivendicare con forza l'applicazione delle leggi nazionali per ottenere lo status di lavoratori a tempo indeterminato e pieno dopo 15 anni di precariato.

Domani si vota e, si sa, la corsa al consenso può far perdere lucidità oltre al trasgredire le leggi, ma avanzare sospetti di irregolarità su lavoratori con contratto a tempo determinato, rinnovato di anno in anno, che tra l'altro non rientrano nella tipologia di lavoratori atipici, e per i quali gli stessi 5 Stelle hanno gridato allo scandalo per la loro condizione di precarietà, fa sorridere, o peggio evidenzia che si è pronti a tutto, anche cercare il marcio dove non c'è, pur di raggranellare qualche voto.

Quanto alle 'mobilità', trattasi di comando, ovvero assegnazioni temporanee e non definitive, istituti comunque normati e legittimati dalla legge in presenza dei previsti presupposti. Chi vive nel mondo del lavoro e lavora davvero, sa che ci sono situazioni che richiedono l'applicazione di un istituto, che interviene anche a tutela di particolari condizioni, e nel caso di specie assolutamente non vietati. Anche in questo caso è opportuno sottolineare che la mera fuoriuscita di un dipendente pubblico per dimissioni o pensionamento da una Pubblica Amministrazione non comporta l'ingresso di un altro, l'ingresso sempre necessita il superamento di un concorso pubblico, come previsto dalla nostra Carta Costituzionale (e che i 60 hanno superato).

Pertanto, invitiamo i paladini dell'onestà a condurre le loro battaglie dove davvero si annidano le illegittimità e non a colpire nel mucchio cercando di attaccare ciò che in applicazione della legge, con la supervisione degli organi di controllo, Corte dei Conti in primis, Ministero della Funzione Pubblica e Ministero del Lavoro, è stato portato a termine in Calabria, come in quasi tutte le Regioni, proprio al fine di potenziare i Centri per l'impiego che ancora oggi vanno riorganizzati e potenziati come promesso dai 5 Stelle, anche in funzione all'erogazione del Reddito di Cittadinanza, e per i quali si è in attesa dei decreti applicativi, sui quali forse sarebbe più opportuno concentrare le loro attenzioni". Lo scrive in una nota il segretario generale FP Cgil Reggio Calabria Locri, Francesco Callea.