Regionali, la “fuga in avanti” di Occhiuto nel centrodestra. A Lamezia Terme un’acclamazione, ma manca ancora la compattezza di coalizione

abramoocchiuto130419di Mario Meliadò - L'entusiasmo è enorme, la pressione pure. Mario Occhiuto è l'uomo del momento, il Sindaco di Cosenza giunto oltre la metà del suo secondo mandato, spicca il volo verso la presidenza della Giunta Regionale e verso la Cittadella regionale di Germaneto, sostenuto da quasi tutto il centrodestra.

Stamattina al centro agroalimentare di Lamezia Terme Forza Italia era per l'occasione al gran completo (presenti deputati, senatori, consiglieri regionali e vertici del partito). Con loro c'erano esponenti di ben otto liste civiche. Da Tonino Daffinà a Maria Arbitrio per l'ex Presidente della Giunta Regionale Pino Nisticò, da Eva Catizone, protagonista indimenticabile di una pagina di storia cosentina, quando il Sindaco si chiamava Giacomo Mancini, fino ad arrivare a Domenico Cavallaro. Passando per Gianluca Tassone jr, e (a proposito di centristi) e per l'Udc di Franco Talarico.

Nove dunque, fino a qui, le soggettività politiche scese in campo per sostenere Occhiuto, all'interno della sede della Fondazione Terina, apparsa addirittura insufficiente a contenere tutte le persone presenti, una platea di 1000 posti a sedere traboccante, per la felicità del gongolante Francesco Cannizzaro, parlamentare reggino di Forza Italia, uno degli artefici della giornata, più volte osannato in sala dai suoi fedelissimi.

Il conduttore della mattinata politica, Francesco Occhiuzzi, ha evidenziato a più riprese che in molti erano rimasti fuori, le presenze, secondo gli organizzatori, sarebbero state di altre 4 mila persone, rimaste fuori dalla sala.

Evidenziata a più riprese, dal punto di vista politico, anche la "fuga in avanti" di Mario Occhiuto, quasi a voler persuadere gli alleati residui del centrodestra, in particolare la Lega che, non è un mistero, punta molto sulla ridefinizione degli equilibri all'interno della coalizione, sia a livello locale che nazionale, dopo il voto per Strasburgo.
Più che persuadere è stato un mettere gli alleati davanti ad un fatto compiuto. Un fatto, una candidatura che è sembrata molto gradita a tutti i gruppi territoriali di un partito così importante come Forza Italia. Emblematica, in questo senso, la presenza in primissima fila del Sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, già competitor in passato con Agazio Loiero, per le elezioni regionali di qualche anno fa.

La tattica sembra aver funzionato alla grande: il primo cittadino cosentino in carica parla da Presidente della Regione già eletto, come se le elezioni già ci fossero state.
In tanti, dallo stesso conduttore politico dell'incontro, fino ai suoi partner della mini coalizione già esistente, ne parlano come se fosse il Governatore già designato, sul quale convergerebbe il consenso della Calabria, anche in relazione ad un mandato amministrativo nella città di Cosenza i cui risultati parlerebbero da soli.

In realtà, proprio da soli non parlano. Tanto che, per introdurre l'evento finale di Mario Occhiuto, dopo tutti quelli dei comprimari di questa importante kermesse politica, c'è stato bisogno di un video che mostra alcune delle più significative cose fatte, con un tema ricorrente "Mario Occhiuto Presidente" insieme al claim "La sVolta Buona" e ad un terna di parole chiave "Idee", "Progetti", "Bellezza".
Sarebbe questa il Dna di quello che, a più riprese, è stato definito il "Mario Giusto", a raffronto con il Presidente della Giunta Regionale in carica, Mario Oliverio.
L'acclamazione c'è: quanto alla compattezza di tutta la coalizione, anche quella parte che oggi non c'era, e per il consenso elettorale ancora bisognerà aspettare.