Oliverio: “Scioglimento Comuni? Serve riflessione rapida”

Oliverio 25 marzo"Non si puo' piu' perdere tempo: sulla legislazione relativa allo scioglimento dei comuni per mafia bisogna fare una riflessione rapida". Lo ha affermato il presidente della Regione, Mario Oliverio, rispondendo, a margine del congresso di Legacoop, a una domanda dei giornalisti sul caso di Lamezia Terme (Catanzaro). "Al di la' del merito, non e' possibile - ha sostenuto Oliverio - che si stia in una condizione nella quale si assumono i provvedimenti che poi il giorno dopo vengono cancellati dalla giustizia amministrativa e poi rimessi in discussione. E' necessaria una riflessione rapida, perche' Comuni importanti, cosi' come i piccoli comuni, non possono stare alla stregua di fatti di contingenza. Se ci sono problemi gravi, problemi seri, vanno acclarati - ha rilevato il governatore - con una procedura che deve essere limpida e non puo' essere affidata unicamente a un burocrate che viene nominato da un Prefetto, con tutto il rispetto delle Prefetture e dei burocrati delle Prefetture". Secondo Oliverio "quella del contrasto alla criminalita' organizzata e della sua permeabilita' nelle istituzioni e' una problematica molto seria, nel senso che devono essere assunti tutti gli strumenti per prevenire il fenomeno e per contrastarlo, laddove c'e', con efficacia. Se c'e' un consigliere comunale che e' colluso con la mafia, questo consigliere comunale non puo' tirarsi dietro tutto il consiglio comunale: bisogna sospenderlo a vita dalla possibilita' dell'elettorato attivo. Quindi - ha concluso il presidente della Regione - bisogna riflettere sugli strumenti nel senso di rendere piu' difficile l'infiltrazione mafiosa nelle istituzioni, ma per farlo bisogna avere la forza e la credibilita' di non affastellare tutto e tutti".

"È importante il ruolo della cooperazione ed è grave che nel corso degli ultimi tempi questo soggetto sia stato messo in una condizione di marginalità, soprattutto con misure legislative tese a colpirlo talvolta anche in modo dichiarato". Lo ha detto il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio nel corso del suo intervento all'undicesimo Congresso di Legacoop Calabria che si celebra a Catanzaro. "La cooperazione ha una funzione essenziale – ha aggiunto - sia dal punto di vista economico che per la coesione sociale del nostro Paese. In Calabria, nel corso degli ultimi anni, c'è stato un lavoro costante, paziente, silenzioso che ha affermato in maniera rilevante il ruolo della cooperazione. I dati esposti oggi confermano, dal 2015 al 2018, risultati significativi, sia in termini di numero di cooperative, di associati e di volumi di impegno economico prodotti".

"Purtroppo tutti quanti assistiamo come in molte occasioni si tirino fuori argomenti beceri che non hanno alcun fondamento per fare lotta politica. Viviamo in un momento particolarmente difficile per il nostro Paese in cui non c'è una bussola, non c'è una visione, non c'è un disegno. Ogni giorno ci si alterna in attacchi anti europeisti e in atteggiamenti subalterni a seconda delle stagioni e delle contingenze che si determinano. E in questo quadro il Sud rischia un'involuzione seria sulla quale non posso non esprimere profonda preoccupazione. Due giorni fa è stato sottoscritto dal Governo un accordo con un Paese, la Cina, che è la potenza più importante nel mondo insieme agli Stati Uniti, ed è stato tagliato fuori il Porto di Gioia Tauro ma anche tutta la portualità del Mezzogiorno d'Italia. Mi pongo il problema non in termini rivendicativi o campanilistici e territoriali ma in termini generali, di interesse del Paese: ma come è possibile tagliare fuori da un accordo di questa portata uno dei più grandi porti di transhipment a livello mondiale, Gioia Tauro, un'infrastruttura portuale che è la proiezione naturale dell'Europa nel cuore del Mediterraneo, la prima porta, il primo approccio, in una fase in cui la movimentazione delle merci cresce e nella movimentazione ha un ruolo fondamentale appunto la Cina? La visione presupporrebbe la costruzione di una rete in un percorso come questo".

"Ricordo che su Gioia Tauro abbiamo anche sottoscritto un accordo lo scorso 20 luglio 2017 a cui hanno partecipato le parti sociali e imprenditoriali della nostra regione, in cui c'è una destinazione di risorse importanti ma per quanto riguarda la competenza di gestione del governo nazionale, essendo fondi Pon, non è stato speso un solo euro. Non solo, su Gioia Tauro il governo ha disarticolato l'Autorità portuale di sistema, sganciando i Porti di Villa San Giovanni e di Reggio Calabria da Gioia e per fare un'altra Autorità portuale e costruire un equilibrio sulla base della spinta dei Cinque Stelle siciliani, riproponendo uno spezzatino. E a fronte di tutto questo – ha aggiunto Oliverio - si annuncia un Cdm in Calabria con la motivazione che la Calabria è abbandonata a se stessa. Proprio nelle stesse ore in cui si sottoscrivono accordi importanti per lo sviluppo economico nazionale e in cui si taglia fuori la Calabria e il Mezzogiorno. Siamo a clamorose barzellette. Non è accettabile che i calabresi siano considerati oltre lo stereotipo dell'anello al naso. Chiedo che si corra ai ripari, allora sì, si può e si deve venire in Calabria a celebrare il Consiglio dei Ministri. Noi come Regione dobbiamo lavorare invece per consolidare un percorso che nel corso di questi anni abbiamo avviato".

"Ci sono segni reali di inversione di trend, con segni positivi in termini di Pil ed export. Stiamo creando lavoro attraverso le imprese e la valorizzazione delle risorse, attribuendo un ruolo importante e fondamentale non solo ai settori economici ma al mondo sociale sui quali l'espansione dei soggetti cooperativi è un fattore che deve essere incoraggiato. Qui assumo l'impegno che entro la fine della legislatura definiremo una nuova legge sulla cooperazione, alla luce dei processi di espansione che si stanno verificando in Calabria. Anche in condizioni non semplici – ha concluso Oliverio - la cooperazione regionale ha saputo superare difficoltà di contesto, integrando il sistema delle imprese".