Delitto Caccia, ex pentito non riconosce D’Onofrio come killer

caccia bruno500L'ex collaboratore di giustizia Vincenzo Pavia non e' stato in grado di riconoscere l'ex militante di Prima Linea Francesco D'Onofrio, indagato per l'omicidio del procuratore di Torino Bruno Caccia, ucciso nel giugno del 1983. E nemmeno di confermare, davanti al gip di Milano Stefania Pepe in un incidente probatorio, che l'ex militante del gruppo terrorista di estrema sinistra, e ritenuto vicino alla 'ndrangheta, abbia preso parte insieme ad altri (tra cui Rocco Schirripa, gia' condannato all'ergastolo anche in appello nel febbraio scorso) al gruppo di fuoco che, oltre trent'anni fa, freddo' il magistrato.

La deposizione di Pavia, malato terminale e in sedia a rotelle, si e' svolta a porte chiuse in un'aula per le audizioni protette del Tribunale milanese: il pentito avrebbe dovuto riconoscere D'Onofrio che si trovava dietro ad un vetro insieme a due agenti della Questura di Milano ma, da quanto si e' saputo, non e' stato in grado di dire con esattezza chi fosse quell'uomo che vedeva. Le indagini sul coinvolgimento di D'Onofrio (tirato in ballo come esecutore materiale assieme a Schirripa da un altro pentito di 'ndrangheta, Domenico Agresta) nel delitto Caccia sono state avocate nel novembre dello scorso anno dalla Procura generale di Milano, che ha preso in carico il caso dopo la richiesta di archiviazione della posizione di D'Onofrio da parte della Procura milanese. Il gip ha accolto la richiesta del sostituto pg Galileo Proietto di sentire Pavia chiedendogli anche di riferire se, all'epoca dell'omicidio del magistrato, D'Onofrio "frequentava il gruppo dei calabresi facenti capo a Domenico Belfiore (boss della 'ndrangheta gia' condannato all'ergastolo in via definitiva come mandante del delitto, ndr)) o se comunque e' mai stato notato con appartenenti al predetto gruppo". Pavia gia' oltre 20 anni fa, nel '96, aveva messo a verbale una serie di dettagli sull'omicidio, spiegando anche due anni fa, nel processo a Schirripa, che lui, pero', non prese parte perche' "non ero entusiasta dell'iniziativa di uccidere un magistrato" (Ansa).