Il delegato immigrazione Regione Calabria Manoccio a Salvini: “Poca attenzione ai progetti Sprar”

"Egregio Signor Ministro, ho seguito la sua visita in Calabria ma soprattutto ho visto le scene che la vedevano impegnato a visitare il campo di San Ferdinando-Rosarno.

Premetto che io sono schierato decisamente contro la sua politica sull' immigrazione, non condivido nulla del suo pensiero e delle sue azioni e nel passato ho avuto, con Lei, momenti di grande polemica politica". Inizia così la lettera che il delegato all'immigrazione della Regione Calabria Giovanni Manoccio indirizza al ministro dell'Interno Matteo Salvini.

"Le confesso – scrive Manoccio – che io a San Ferdinando vado spesso, senza scorta e senza giornalisti, vado per vedere se è possibile dare dignità a quei cittadini che vivono in condizioni inumane, vado nei momenti terribili dove c'è bisogno di solidarietà e di vicinanza con i "Dannati della terra".

Le ricordo signor Ministro che la stragrande maggioranza degli immigrati sono regolarmente muniti di permesso di soggiorno, sono lavoratori, per cui sarebbe stato anche auspicabile una sua frase contro lo sfruttamento agricolo perpetuato da "caporali" e da imprenditori e da multinazionali senza scrupolo che hanno ridotto le persone in quello stato di precarietà, Le ricordo, inoltre, che gran parte di queste persone non può essere rimpatriata salvo, da parte sua, rinnegare le varie carte sui diritti umani.

Non è facile vivere in Calabria per i calabresi, figuriamoci per loro, in una terra dove gli alloggi vengono volentieri date ai latitanti e non a loro, in una terra dove pullulano i malavitosi e Lei forse, si sarà imbattuto in qualcuno di loro recentemente, spero a sua insaputa!

Ora Lei proclama quotidianamente che vanno eliminati i finanziamenti per l'accoglienza, facendo di ogni erba un fascio, criminalizza gli amministratori e gli operatori che nel corso di questi anni hanno dato risposte positive a questo fenomeno molto difficile da governare, mi chiedo perché non viene pubblicato il decreto di finanziamento degli SPRAR con scadenza del 31 marzo, molti Sindaci lo attendono. Poi proclama che entro la legislatura (credo si riferisca al quinquennio) Lei risolverà il problema di San Ferdinando.

Avrei preferito una sua maggiore attenzione e conoscenza ai progetti che sono in itinere, per cercare di dare dignità ai Lavoratori africani e italiani della piana di Gioia Tauro, perché anche gli italiani sono sfruttati e marginalizzati dai poteri di quei luoghi.

Per cui non dica di voler tagliare o eliminare i finanziamenti ma cerchi di informarsi che a livello di Comunità Europea, a Lei poco cara, sono in itinere dei finanziamenti per sanare le situazioni emergenziali, non solo di San Ferdinando ma anche di Manfredonia e per Castel Volturno, i progetti si chiamano Fami Emergenziali, e sono a totale carico dell'Europa. La Regione Calabria assieme alle altre 4 regioni meridionali, sta proponendo un percorso di Legalità partendo dalle liste di prenotazione del lavoro agricolo, attraverso i Centri per l'impiego, per poi passare a politiche di housing sociale ed alloggiativo, disperdendo la popolazione migrante nell'intera piana di Gioia Tauro, e favorendo un sistema di trasporti gestito da cooperative in cui siano presenti i migranti stessi.

Se vuole – conclude il delegato all'immigrazione – Le possiamo spiegare nel dettaglio le varie problematiche e di come gli slogan in queste latitudini e per le persone che coinvolgono sono solo aria fritta. Mi permetto di darLe un consiglio: la prossima volta che viene a San Ferdinando venga senza scorta e passi più tempo con i "Nivuri", frase cara ai suoi militanti.

Sicuramente, con loro, non farà cattive conoscenze e frequentazioni".