Danisi (Gd): “Ricostruire senza restaurazione”

"Il risultato annunciato, ma comunque imbarazzante del Partito Democratico alle scorse elezioni, sia a livello nazionale sia locale ci impone delle serie riflessioni non più rinviabili. Bisogna partire da un dato: il contesto storico in cui viviamo ci dice che chi governa perde le elezioni, questo è avvenuto in Calabria dove a governare è il Pd, in Sicilia dove vi è il Centro destra e perfino i dati di Roma dove vi è un'amministrazione guidata dai Cinque Stelle i dati sono in contro tendenza rispetto al dato nazionale.

Una volta governare ti garantiva l'acquisizione del consenso, oggi è il contrario stare al governo significa non rispettare le aspettative dei cittadini e quindi perdere la loro fiducia, credo questo sia un punto su cui partire per analizzare il dato ma che non basta a giustificare la storica sconfitta che il Partito Democratico ha subito il 4 marzo.

Il Partito Democratico ha perso anche per una campagna elettorale sbagliata, raccontando la favola dei 1000 giorni (del governo Renzi) e di quanto fosse importante la riforma costituzionale bocciata dagli elettori. Il Partito Democratico perde perché i propri iscritti non si sentono più comunità e la non immaginabile sconfitta in Emilia- Romagna ne è la prova, la gestione della leadership di Matteo Renzi ha scaldato i cuori dei suoi supporter, ormai diventati quasi tifosi, ma ha raffreddato l'animo di chi il Partito Democratico lo ha sempre vissuto come impegno quotidiano.

A livello locale è andata ancora peggio, durante la composizione delle liste si è vista l'inconsistenza del gruppo dirigente del PD Calabrese, non è un caso che tante critiche sono state fatte su criteri e scelte che certamente non hanno tenuto in considerazione tante realtà che avrebbero sicuramente potenziato la nostra lista.

Prendiamo atto della convocazione del congresso da parte del segretario regionale Ernesto Magorno, lo ha fatto attraverso un post fiume ed attraverso citazione bibliche, che gli hanno permesso di trovare sfogo e di liberarsi del duro fardello portato avanti in questi anni, fardello che gli ha permesso di ritrovarsi capolista al Senato quindi nei fatti nominato senatore della Repubblica Italiana.

Per far rinascere il PD in Calabria non serve una mera conta numerica, serve avviare una larga discussione che passi soprattutto per le federazioni provinciali ed i territori, che in questi anni sono stati martoriati e mortificati.

Ernesto Magorno ha annunciato la convocazionedell'assise congressuale, ora è il tempo di ragionare su una proposta unitaria, solida, credibile e soprattutto di prospettiva da fare tutti insieme.

Non si può rinviare più questo appuntamento come non è pensabile immaginare che l'azione di governo a tutti i livelli possa portare risultati concreti in assenza di una forza politica che aggrega, che supporta, che stimola i nostri amministratori nell'azione quotidiana.

La sfida che ci dobbiamo porre davanti è quella della Ricostruzione evitando la Restaurazione.

Le dinamiche nazionali non possono e non devono ritardare di un giorno quello che in Calabria va portato avanti senza sé e senza ma.

Non saremo disponibili a scorciatoie, a posizioni di comodo, ai caminetti che hanno distrutto il Pd e che stanno provando anche a distruggere ed indebolire la nostra azione di governo". Lo afferma in una nota il componente della segreteria nazionale dei Giovani Democratici, Francesco Danisi.