Per Klaus Davi Scimone si appoggiava a un commercialista di Milano

Il massmediologo Klaus Davi ha dedicato un lungo ritratto ad Antonio Scimone, arrestato lunedì dalla Dda di Firenze e Reggio Calabria in un'operazione congiunta firmata tra gli altri da Giuseppe Creazzo, Gaetano Paci, Stefano Musolino e Giuseppe Lombardo. Nell'articolo postato sul suo profilo Facebook (https://www.facebook.com/klaus.davi.9/posts/413804629033376), Davi ricostruisce la vita di Scimone dai primi anni a Bianco (RC), passando poi per il trasferimento a Milano all'età di 10 anni. "Una volta ritornato a Bianco, inizia la sua carriera criminale, cui ha dato un sensibile 'contributo' il matrimonio con Maria Mollica, titolare di una farmacia nella cittadina della Locride". Secondo Davi "Scimone è un uomo molto intelligente, carismatico, ben voluto dalla gente e che interpretava alla perfezione il suo ruolo di collateralista finanziario della mafia dal 'volto umano'. Voleva il popolo dalla sua. Usava prestare soldi senza forzare mai la mano ed è arrivato a 'regalare' un'ala del palazzo in cui viveva alle suore di Bianco". Per Klaus Davi un ruolo nell'espansione internazionale dello Scimone lo ha avuto Stefano Giuseppe Macrì, residente a Milano: "Che la loro collaborazione fosse di natura illecita è tutto da dimostrare ma è certo che il rapporto era forte e che Macrì è stato sicuramente consulente dello Scimone. I loro rapporti sono diventati sempre più assidui negli anni, fino al punto di spingerli a scegliere di abitare cheek to cheek a Bianco, in due villette a schiera, quasi comunicanti. Certo è anche che i loro incontri a Milano fossero frequenti cosi come i viaggi all'estero. Pare inoltre che le immagini della DDA di Firenze siano state registrate proprio in una di queste villette. Anzi è certo, perché siamo stati informati da chi ci è stato e le ha riconosciute".