Tavolo Agrumi, Cia Calabria: “Da MIPAAF risposte limitate”

"Dal tavolo agrumi sono arrivate prime timide risposte per il settore, ma non sufficienti a far fronte alla devastante crisi di mercato con quotazioni in forte e continua flessione, con la plv di settore che registra -30%", afferma la CIA Agricoltori Italiani della Calabria in merito agli esiti della riunione dedicata, tenutasi al Ministero delle Politiche Agricole lo scorso 11 Gennaio, a cui ha preso parte con un proprio rappresentante, unitamente a una delegazione guidata dalla Cia Nazionale. "Le misure contingenti stabilite dal MIPAAF, come il ritiro immediato di 500 tonnellate di agrumi e il piano di comunicazione e promozione al consumo, vanno nella direzione giusta, ma non possono essere ritenute soddisfacenti", sottolinea la Confederazione Calabrese, osservando che "inoltre, non è ancora operativo il bando di distribuzione agli indigenti e soprattutto non ci sono state date delle tempistiche certe sulla sua operatività. Le risorse previste dal fondo agrumicolo per il 2018, ovvero 2 milioni di euro, sono irrisorie rispetto alle azioni necessarie per ridare competitività al settore". Come Agrinsieme è stato anche chiesto un fondo di garanzia ISMEA per il preammortamento, di durata di quattro anni per i reimpianti che possa essere di stimolo al rinnovamento varietale con l'utilizzo di portinnesti tolleranti le gravi fitopatie presenti sul territorio.

"L'attuale campagna agrumicola, tra le peggiori degli ultimi anni, caratterizzata da grossi quantitativi di agrumi di piccola pezzatura, non graditi dalla grande distribuzione organizzata e pagati poco dall'industria di trasformazione, uniti ai problemi fitosanitari cronici come il virus tristeza e alla grande siccità di quest'estate, stanno mettendo a rischio la vitalità delle aziende del territorio, soprattutto in Calabria e in Sicilia dove si producono l'80% degli agrumi italiani", evidenzia CIA Calabria "ecco perché servono interventi robusti ed efficaci per superare l'emergenza, trovando soluzioni anche con la parte industriale per evitare speculazioni", afferma la Confederazione Calabrese, ad avviso della quale "in prospettiva, invece, c'è bisogno di un vero piano di settore forte e incisivo per il rilancio dell'agrumicoltura nazionale. È necessario capire che c'è bisogno di ammodernamento nel settore: negli impianti produttivi, sia in termini strutturali che di gestione, nella scelta varietale, nella consapevolezza dell'importanza di impiantare piante certificate e quindi garantite sotto il profilo genetico e fitosanitario, nella convinzione che è necessario un supporto tecnico in azienda. Inoltre, il sostegno all'aggregazione e la tutela rispetto ai rischi fitosanitari sono impegni non più rinviabili."